Lo zucchino del 2010
Nella pagina dedicata al carnevale e allo zucchino 2010 troverete al più presto altre foto ed anche la possibilità di inserire commenti. Ora però ecco a voi il video della canzone "in fondo al mar" con le fantastiche sirene Martina e Miriam, i bellissimi costumi costruiti dalle mamme, nonne e zie su disegno e taglio della nonna di Claudia… eccetera eccetera.
IL NATALE DI MARTIN (L. Tolstoj)
In una certa città viveva un ciabattino, di nome Martin Avdeic. Lavorava in una stanzetta in un seminterrato, con una finestra che guardava sulla strada. Da questa poteva vedere soltanto i piedi delle persone che passavano, ma ne riconosceva molte dalle scarpe, che aveva riparato lui stesso. Aveva sempre molto da fare, perché lavorava bene, usava materiali di buona qualità e per di più non si faceva pagare troppo.
Anni prima, gli erano morti la moglie e i figli e Martin si era disperato al punto di rimproverare Dio. Poi un giorno, un vecchio del suo villaggio natale, che era diventato un pellegrino e aveva fama di santo, andò a trovarlo. E Martin gli aprì il suo cuore.
- Non ho più desiderio di vivere - gli confessò. - Non ho più speranza.
Il vegliardo rispose: « La tua disperazione è dovuta al fatto che vuoi vivere solo per la tua felicità. Leggi il Vangelo e saprai come il Signore vorrebbe che tu vivessi ».
Martin si comprò una Bibbia. In un primo tempo aveva deciso di leggerla soltanto nei giorni di festa ma, una volta cominciata la lettura, se ne sentì talmente rincuorato che la lesse ogni giorno.
E cosi accadde che una sera, nel Vangelo di Luca, Martin arrivò al brano in cui un ricco fariseo invitò il Signore in casa sua. Una donna, che pure era una peccatrice, venne a ungere i piedi del Signore e a lavarli con le sue lacrime. Il Signore disse al fariseo: « Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e non mi hai dato acqua per i piedi. Questa invece con le lacrime ha lavato i miei piedi e con i suoi capelli li ha asciugati… Non hai unto con olio il mio capo, questa invece, con unguento profumato ha unto i miei piedi ».
Martin rifletté. Doveva essere come me quel fariseo. Se il Signore venisse da me, dovrei comportarmi cosi? Poi posò il capo sulle braccia e si addormentò.
All’improvviso udì una voce e si svegliò di soprassalto. Non c’era nessuno. Ma senti distintamente queste parole: - Martin! Guarda fuori in strada domani, perché io verrò.
L’indomani mattina Martin si alzò prima dell’alba, accese il fuoco e preparò la zuppa di cavoli e la farinata di avena. Poi si mise il grembiule e si sedette a lavorare accanto alla finestra. Ma ripensava alla voce udita la notte precedente e così, più che lavorare, continuava a guardare in strada. Ogni volta che vedeva passare qualcuno con scarpe che non conosceva, sollevava lo sguardo per vedergli il viso. Passò un facchino, poi un acquaiolo. E poi un vecchio di nome Stepanic, che lavorava per un commerciante del quartiere, cominciò a spalare la neve davanti alla finestra di Martin che lo vide e continuò il suo lavoro.
Dopo aver dato una dozzina di punti, guardò fuori di nuovo. Stepanic aveva appoggiato la pala al muro e stava o riposando o tentando di riscaldarsi. Martin usci sulla soglia e gli fece un cenno. - Entra - disse - vieni a scaldarti. Devi avere un gran freddo.
- Che Dio ti benedica! - rispose Stepanic. Entrò, scuotendosi di dosso la neve e si strofinò ben bene le scarpe al punto che barcollò e per poco non cadde.
- Non è niente - gli disse Martin. - Siediti e prendi un po’ di tè.
Riempì due boccali e ne porse uno all’ospite. Stepanic bevve d’un fiato. Era chiaro che ne avrebbe gradito un altro po’. Martin gli riempi di nuovo il bicchiere. Mentre bevevano, Martin continuava a guardar fuori della finestra.
- Stai aspettando qualcuno? - gli chiese il visitatore.
- Ieri sera - rispose Martin - stavo leggendo di quando Cristo andò in casa di un fariseo che non lo accolse coi dovuti onori. Supponi che mi succeda qualcosa di simile. Cosa non farei per accoglierlo! Poi, mentre sonnecchiavo, ho udito qualcuno mormorare: "Guarda in strada domani, perché io verrò".
Mentre Stepanic ascoltava, le lacrime gli rigavano le guance. - Grazie, Martin Avdeic. Mi hai dato conforto per l’anima e per il corpo.
Stepanic se ne andò e Martin si sedette a cucire uno stivale. Mentre guardava fuori della finestra, una donna con scarpe da contadina passò di lì e si fermò accanto al muro. Martin vide che era vestita miseramente e aveva un bambino fra le braccia. Volgendo la schiena al vento, tentava di riparare il piccolo coi propri indumenti, pur avendo indosso solo una logora veste estiva. Martin uscì e la invitò a entrare. Una volta in casa, le offrì un po’ di pane e della zuppa. - Mangia, mia cara, e riscaldati - le disse.
Mangiando, la donna gli disse chi era: - Sono la moglie di un soldato. Hanno mandato mio marito lontano otto mesi fa e non ne ho saputo più nulla. Non sono riuscita a trovare lavoro e ho dovuto vendere tutto quel che avevo per mangiare. Ieri ho portato al monte dei pegni il mio ultimo scialle.
Martin andò a prendere un vecchio mantello. - Ecco - disse. - È un po’ liso ma basterà per avvolgere il piccolo.
La donna, prendendolo, scoppiò in lacrime. - Che il Signore ti benedica.
- Prendi - disse Martin porgendole del denaro per disimpegnare lo scialle. Poi l’accompagnò alla porta.
Martin tornò a sedersi e a lavorare. Ogni volta che un’ombra cadeva sulla finestra, sollevava lo sguardo per vedere chi passava. Dopo un po’, vide una donna che vendeva mele da un paniere. Sulla schiena portava un sacco pesante che voleva spostare da una spalla all’altra. Mentre posava il paniere su un paracarro, un ragazzo con un berretto sdrucito passò di corsa, prese una mela e cercò di svignarsela. Ma la vecchia lo afferrò per i capelli. Il ragazzo si mise a strillare e la donna a sgridarlo aspramente.
Martin corse fuori. La donna minacciava di portare il ragazzo alla polizia. - Lascialo andare, nonnina - disse Martin. - Perdonalo, per amor di Cristo.
La vecchia lasciò il ragazzo. - Chiedi perdono alla nonnina - gli ingiunse allora Martin.
Il ragazzo si mise a piangere e a scusarsi. Martin prese una mela dal paniere e la diede al ragazzo dicendo: - Te la pagherò io, nonnina.
- Questo mascalzoncello meriterebbe di essere frustato - disse la vecchia.
- Oh, nonnina - fece Martin - se lui dovesse essere frustato per aver rubato una mela, cosa si dovrebbe fare a noi per tutti i nostri peccati? Dio ci comanda di perdonare, altrimenti non saremo perdonati. E dobbiamo perdonare soprattutto a un giovane sconsiderato.
- Sarà anche vero - disse la vecchia - ma stanno diventando terribilmente viziati.
Mentre stava per rimettersi il sacco sulla schiena, il ragazzo sì fece avanti. - Lascia che te lo porti io, nonna. Faccio la tua stessa strada.
La donna allora mise il sacco sulle spalle del ragazzo e si allontanarono insieme.
Martin tornò a lavorare. Ma si era fatto buio e non riusciva più a infilare l’ago nei buchi del cuoio. Raccolse i suoi arnesi, spazzò via i ritagli di pelle dal pavimento e posò una lampada sul tavolo. Poi prese la Bibbia dallo scaffale.
Voleva aprire il libro alla pagina che aveva segnato, ma si apri invece in un altro punto. Poi, udendo dei passi, Martin si voltò. Una voce gli sussurrò all’orecchio: - Martin, non mi riconosci?
- Chi sei? - chiese Martin.
- Sono io - disse la voce. E da un angolo buio della stanza uscì Stepanic, che sorrise e poi svanì come una nuvola.
- Sono io - disse di nuovo la voce. E apparve la donna col bambino in braccio. Sorrise. Anche il piccolo rise. Poi scomparvero.
- Sono io - ancora una volta la voce. La vecchia e il ragazzo con la mela apparvero a loro volta, sorrisero e poi svanirono.
Martin si sentiva leggero e felice. Prese a leggere il Vangelo là dove si era aperto il libro. In cima alla pagina lesse: Ebbi fame e mi deste da mangiare, ebbi sete e mi dissetaste, fui forestiero e mi accoglieste. In fondo alla pagina lesse: Quanto avete fatto a uno dei più piccoli dei miei fratelli, l’avete fatto a me.
Così Martin comprese che il Salvatore era davvero venuto da lui quel giorno e che lui aveva saputo accoglierlo.
Presepi 2009

Anche quest’anno in collaborazione col sito www.catechista.it abbiamo lanciato l’iniziativa "Metti in mostra il tuo presepe" confortati anche dalle parole che il Santo Padre ha pronunciato all’angelus di domenica scorsa "Il presepio è una scuola di vita, dove possiamo imparare il segreto della vera gioia” stiamo raccogliendo le foto dei presepi realizzati a casa, nei gruppi di acr, di catechismo, in parrocchia…
Puoi inviare due o più foto a catechista@mail.com allegando un breve testo e le pubblichiamo sia su www.catechista.it che sulla pagina dedicata su Facebook dal titolo "Metti in mostra il tuo presepe"
Su questo blog saranno visibili al più presto in una pagina apposita.
Festa del Ciao 2009
Questo pomeriggio l’incontro di catechismo si è trasformato nella Festa del Ciao, organizzata dagli educatori ACR e dai ragazzi aiuto-catechisti. Sono stati coinvolti negli stand, tutti ispirati a un qualcosa che "và in onda", tutti i gruppi di comunione di primo e di secondo anno. Una bella festa e soprattutto una bella occasione per fare catechismo all’aperto con gioia; anche per i genitori dei bimbetti di primo anno è stata una esperienza nuova…
Forse qualcuno dei genitori avrà detto… forse qualcuno avrà pensato… se vuoi dire la tua lascia un commento usando la pagina "Commenti degli ospiti"
Dio ci porta nel palmo delle mani
La beata Margarita María López de Maturana, ci aiuta a capire la tenerezza dell’amore che Dio ha con ciascuno di noi quando afferma “tutti sappiano che esiste un Dio che ci ama maternamente e ci porta nel palmo delle sue mani”.
E questo pomeriggio cercheremo di capire questo; Dio ci conosce ciascuno per nome, e ci conosce addirittura prima che noi nascessimo; ciascuno di noi è come un tatuaggio sulle mani di Dio.
Abbiamo preso un grande foglio di carta da pacchi e ciascuno di noi si è colorato il palmo della mano con la tempera (anche mamma Antonella che oggi è stata con noi) e poi abbiamo lasciato la nostra impronta sul foglio, scrivendoci a fianco il nome. Sul cartellone disegneremo una grande mano, la mano di Dio, e tutte le volte che lo guarderemo ci ricorderemo che Dio ci ama così tanto uno per uno e per Lui siamo ciascuno importante.
Eccoci all’inizio del catechismo 2009 - Nuovo anno - Nuovo gruppo
Eccoci al primo incontro con i ragazzi. Quest’anno ci sono diverse novità: prima di tutto la catechista Elisabetta, la nostra "nonna catechista" è stata chiamata dal parroco a dare una mano alla catechista Gaetana rimasta sola; ha detto che comunque ci verrà a trovare ogni tanto…
Si sono aggiunti al gruppo, per iniziare a fare esperienza con i bambini, Martina e Yuri che tra l’altro riceveranno il sacramento della cresima il 7 novembre. Abbiamo tredici ragazzi e poi pian piano li conosceremo… lo scorso incontro, il giorno 29 settembre, è stato il primo in assoluto e dopo la preghiera in chiesa siamo andati col gruppo e con i genitori nella nostra stanza; ci siamo presentati tutti e non abbiamo fatto in tempo a terminare un bel gioco prposto da Miriam che già era ora di andar via.
Questo pomeriggio, abbiamo iniziato l’incontro parlando di domenica scorsa. Qui dobbiamo aprire una parentesi spiegando che i bambini del primo anno della comunione per cinque domeniche consecutive, non celebrano ancora la S. Messa con gli altri, ma una liturgia della Parola, nella quale volta dopo volta ricevono una piccola catechesi su una parte della Messa e vedono e fanno dei segni che li aiutano ad entrare nella celebrazione domenicale. Allora… ero rimasto ad oggi pomeriggio… per aiutarli a capire meglio ciò che hanno vissuto la scora domenica abbiamo regalato loro le prime pagine del libro con i racconti di Bruno Ferrero "Anch’io vado a Messa".
Dopo, ho raccontato la storia di Rodari "Il semaforo blu" e ho chiesto a ciascuno di disegnare quello è loro rimasto impresso della storia. I disegni poi Yuri li ha passati allo scanner e li trovi nella pagina dei disegni.
Man mano che finivano di colorare i disegni, abbiamo dato un bel foglio con due domande sulla storia. Ad un certo punto una delle bimbe ha chiesto cosa c’entrasse la storia del semaforo blu con il catechismo e questo ci ha permesso di fare una piccolissima catechesi sul fatto che oggi esistono dei semafori blu, sono i catechisti, i sacerdoti, è la Chiesa che ci indica una via particolare, è il motivo perchè veniamo a catechismo, per capire il segnale blu e quindi non creare ingorghi…
E’ stata con noi anche mamma Cristina il cui bimbetto si è unito al nostro gruppo per la prima volta.
Finalmente il grande giorno
Mamma mia che emozione, nonostante quest’anno io ed Imma compiamo i nostri 25 anni insieme come catechisti della comunione e quindi abbiamo visto accostarsi a Gesù per la prima volta un sacco di ragazzini, mbè (se non si scrive così basta che rende) è sempre una emozione grande ed anche commozione.
Non c’è niente da fare, stare a vedere le opere che il Signore fà è sempre una meraviglia. Questi bambini che accolgono Gesù con trepidazione è solo opera di Dio, i genitori che vivono con gioia ed occhi lucidi questo momento… sono una opera di Dio e noi catechisti la contempliamo contenti di aver potuto partecipare. E’ vero che Lui si serve di noi ma è anche vero che non siamo indispensabili e che su i nostri errori, sulle nostre delusioni che sempre ci sono, Lui poi alla fine realizza; e come realizza.
Quaresima 2009 - Prepariamoci alla S. Pasqua
Dio, nostro Padre, ha preparato una grande festa e a questa festa vuole invitare anche te. Questa quaresima ci aiuta a scoprire quanto è bella la festa che ci stà preparando Dio e non solo ! In questo tempo possiamo farci belli per partecipare a questa festa.
Durante questo tempo ci faremo aiutare dai vangeli delle cinque domeniche di quaresima, da alcuni gesti che faremo, come il saltamerenda, il seminare i chicchi di grano e per chi vorrà potra prepararsi alla Pasqua seguendo il racconto dell’Esodo a casa con i genitori.
Video Sapienti d’Oriente
Ecco quì la clip tratta dalla rappresentazione sacra Natale 2008, fatta con i bambini del catechismo della comunione. Interpretano i Re Magi Davide, Stefano e Andrea.

