Ritiro in preparazione della cresima 2009

Pubblicato da sergio in Attività con i ragazzi

 Eccoci arrivati finalmente al ritiro; il 24 e il 25 ottobre siamo andati a Carpineto Romano ospiti dell’ex convento annesso alla chiesa di S. Agostino, proprio appena si entra in paese. Ci siamo ritrovati in 42 ragazzi, 5 catechisti e don Stefano il nostro parroco.

Appena arrivati e dopo aver sistemato nelle stanze i bagagli siamo entrati nel coro della chiesa e lì c’è stata la prima catechesi con l’accensione della lucerna che ci ha accompagnato con la sua luce per tutta la durata del ritiro e che verrà portata nella processione offertoriale delle cerimonie della cresima il 7 e l’8 novembre. Alla prima catechesi "Voi siete la luce del mondo" è seguito un questionario con due domande: la prima "Hai incontrato nella tua vita una persone che è stata luce per te ?"  la seconda "come pensi oggi di essere luce per gli altri?".

Dopo pranzo abbiamo presentato i sette doni dello Spirito Santo ed i ragazzi divisi in sette gruppi sono stati impegnati a preparare uno spot ed un manifesto pubblicitario per il lancio sul "mercato" di ciascun dono. Merenda con pane e nutella.

Dopo la merenda abbiamo scrutato la Bibbia leggendo alcuni versetti già fissati che descrivono lo Spirito Santo e poi altre due domande sull’azione dello Spirito nella vita di ciascuno di noi.

Ci siamo divisi nei gruppi di catechesi e lì sono state lette le risposte ai due questionari poi a cena. Al termine dopo aver sistemato il refettorio siamo stati un pò al fuoco fuori con qualche ban e danza, quindi abbiamo visto insieme il film "Maria Goretti".

A letto (per modo di dire…)

Domenica dopo la colazione una prima catechesi sul linguaggio del corpo e abbiamo presentato quattro progetti di vita: "Vita spensierata" "Vita spericolata" "Vitper bene" "Una vita con una marcia in più" quindi di nuovo divisi per gruppi abbiamo discusso sugli spunti ricevuti dalla catechesi. Infine a Messa e poi super mega pranzo della festa.

Dovevamo scrivere la lettera al parroco per chiedere, motivando, il sacramento della cresima ma il clima consigliava rimanere liberi e così siamo tornati a casa. La lettera l’abbiamo scritta ieri durante l’incontro di catechesi. Quà sotto trovi qualche foto da vedere e lo spazio per aggiun gere i tuoi commenti. Tutte le foto sono disponibili su un DVD che però devi chiedere a don Stefano oppure a Sergio.

 

 

 

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La via della Croce

Pubblicato da sergio in Attività con i ragazzi

Ieri pomeriggio, abbiamo pregato la "Via della Croce" nel teatro della parrocchia. Nonostante le vacanze dalla scuola, la partecipazione è stata numerosa e attenta; un vero clima di preghiera durante il quale abbiamo chiesto al Signore di farci il dono di non lasciare indurire il nostro cuore di fronte ai drammi e alle tragedie ch ci circondano ma di donarci la capacità di "patire con" coloro che soffrono. Un particolare ricordo è andato a coloro che in questi giorni a causa del terremoto hanno perduto affetti e cose.

Ha presieduto la celebrazione il nostro parroco don Stefano e si sono alternati alle letture diversi ragazzi e catechisti.

Di seguito è possibile inserire commenti e vedere le immagini di alcune stazioni.

 

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Quaresima 2009

Pubblicato da Sergio DELLA LENA in Attività con i ragazzi

Ti presento i propositi di IO per questa Quaresima. Tu che ne pensi ? Se vuoi leggere meglio i fumetti di IO vai alla pagina "La scoperta di IO" e potrai esaminare le immagini una ad una.
 Quali sono i tuoi propositi per questa Quaresima ?
Rispondi pure utilizzando i commenti.

 

 

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La sconfitta dei nemici

Pubblicato da sergio in Attività con i ragazzi

Lucy ha il coraggio di affrontare da sola i nemici perchè sa’ che c’è ASLAN ed ha fiducia il lui. Il popolo di Narnia con la vittoria riscopre le sue radici; è bastato che tornassero il 4 re e nemmeno con il loro aspetto adulto per ricordare al popolo di Narnia che viveva costretto dagli abitanti di Telmar nelle caverne, quale fossero le loro origini.

Bene ! Questo per noi è un aiuto a riflettere. E alcune domande alle quali potrai risppondere nei commenti ci possono aiutare:

  1. Tu oggi in chi riponi la tua fiducia ?
  2. Chi sono per te oggi i tuoi nemici ?
  3. Colui in cui riponi la tua fiducia è in grado di sconfiggerli ?
  4. Quali sono le tue radici ?

 

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Fine settimana a Cappadocia. Nasce “Scopri le tue radici”

Pubblicato da sergio in Attività con i ragazzi

Durante il fine settimana, trascorso a Cappadocia con i ragazzi delle cresime è nata l’attività “Scopri le tue radici” , che si svolgerà per tutta la quaresima sino ad oltre la S. Pasqua.
Con il film “Il principe Caspian” abbiamo riflettuto su che cosa vuol dire avere fiducia e su come sia importante instaurare dei rapporti di fiducia. La piccola Lucy era certa che Aslan li avrebbe aiutati contro il popolo di Telmar sin dall’inizio ed ha continuato ad avere fiducia in lui anche quando tutto intorno sembrava dire il contrario. Da sola, con un piccolo pugnale, davanti ad un esercito di uomini a cavallo e rivestiti di corazze, non indietreggia quando questi urlano la carica perché sa che Aslan l’aiuterà e non si sbaglia.
Perché si fida di Aslan ? Perché lo ha conosciuto ! Ha sperimentato che ci si può fidare, che ha riportato la vittoria sulla morte. Il popolo di Narnia ha allora solide radici, e su di esse potrà continuare ad appoggiarsi.
E noi che radici abbiamo ? Quanto sono solide ? Possiamo appoggiarci su di esse senza paura e sfidare i nostri nemici ? Andiamo a scoprire come e quanto sono solide ne nostre radici; raccogliamo allora le testimonianze di persone che vivono nel territorio della nostra Parrocchia dove hanno potuto alimentarsi dalle radici di 71 anni di presenza cristiana, e componiamo insieme l’albero della fiducia.
I particolari in una pagina a parte dove la segreteria man mano metterà gli aggiornamenti; a proposito ecco a voi la segreteria: Francesca, Davide, Lorenzo, Simona, Giulia, Antonio, Sara, Sergio.

Nella pagina WE Cappadocia 2009 trovate una selezione delle foto, mentre invece tutte le trovate a questo collegamento.

Inserisci i tuoi commenti all’esperienza del fine settimana usando questo collegamento

 

 

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Seconda domenica di Avvento 2008

Pubblicato da sergio in 1

È Giovanni il Battista la figura biblica che domina in questa seconda domenica dell’Avvento e ci accompagna verso il Natale.

L’evangelista Marco ce lo presenta nel suo aspetto esteriore che per noi oggi risulta piuttosto originale: se infatti chiedete a qualcuno da cosa è colpito dal Vangelo di questa domenica molto probabilmente vi risponderà che Giovanni vestiva con peli di cammello e mangiava cavallette…bleah!
L’aspetto principale di Giovanni non è certo il suo look e la sua dieta da profeta, ma la sua vocazione, cioè il perché della sua presenza nella storia di Gesù.
Giovanni è il “preparatore” che ha il compito di preparare in chi lo incontra il terreno spirituale per qualcuno che è più importante di lui e che ha una missione e un messaggio ben più importanti.
Di Giovanni il Battista esistono tante raffigurazioni pittoriche e scultoree e ultimamente anche nel cinema. In tutte le queste Giovanni è subito identificabile proprio dal suo aspetto esteriore e dall’ambientazione: il fiume dove battezza e il vestito di peli di cammello e la cintura di pelle.

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4 storie per aiutarci nella confessione

Pubblicato da sergio in Attività con i ragazzi

Queste 4 storie sono tratte da un piccolo volumetto intitolato "Confessarsi come e perchè ?" scritto da don Ezio Gazzotti dehoniano. Ve le propongo perchè penso che ci possano seriamente aiutare ad accostarci al sacramento del perdono.

La prima storia: Innamorati, ma distratti

C’erano, nella nebbiosa Padania, un uomo ed una donna. Il loro incontro aveva avuto effetti folgoranti. L’amore era nato a prima vista. Si incontravano sempre in una delle stazioni di Milano, in mezzo ai pendolari. Pochi attimi, ma intensi. Un bel giorno il lavoro (e quindi l’occasione di incontrarsi) finisce. Allora dicono: "Dobbiamo vederci da soli, per conto nostro!" Idea giusta ed opportuna! Ma l’affetto gioca, talvolta, brutti scherzi. Fissano la data; si dimenticano di precisare il posto.
L’uomo si presenta, tutto ben tirato, alla stazione Centrale di Milano. La sua amata lo attende, per ore, nella stazione di Porta Garibaldi. Non si erano scambiati il numero di telefono. L’incontro non avvenne mai.

Mi viene in mente questa storia pensando alla Confessione.

Diciamo a questo proposito: "Sono disposto a confessare il mio peccato a Dio; non ho nessuna intenzione di enumerare le mie colpe davanti al prete". Il problema è lo stesso della storia sopra narrata: qual è il luogo fissato da Dio per l’appuntamento? Dio si è reso visibile in Cristo. Egli ha mostrato il perdono del Padre nelle parole, nei gesti suoi, ma soprattutto nella sua morte e risurrezione. Vale ora per noi ciò che l’angelo diceva alle donne: "Voi cercate Gesù di Nazareth? Non è qui. È risorto, Andate dai fratelli: là lo vedrete!" (Mc 16,7; Mt 28,5-7). La comunità è il luogo dell’appuntamento. Cristo si presenta puntuale all’appuntamento. Viene, effonde il suo Spirito, dice: "Pace". Mostra da dove nasce la remissione dei peccati: il suo costato trafitto. Come Tommaso anche noi, mediante la fede e i sacramenti, possiamo toccarlo (cf. Gv 20,19-31).
Perché mi confesso? Perché Dio è diventato uomo e si fa incontro a me, nel mio tempo, mediante gli uomini. Dio è disceso; si è fatto incontro. Gesù è il suo nome, la sua presenza. Lo si incontra e lo si vede dentro e mediante una comunità di peccatori. Essa ripete i suoi gesti. La salvezza non è vaga illusione. Non è un puro ripensamento o un ritorno sui propri passi. È accoglienza della Buona novella, è rito, è parola umana, è riconciliazione visibile. La Chiesa è come il buon samaritano. Si fa prossimo a noi, fascia le nostre ferite (cf. Lc 10,33-34).
Perché mi confesso alla Chiesa? Perché cerco il Cristo. Voglio ricevere il suo Spirito e vivere il passaggio da morte a vita. Mi interessa la sua "pace". C’è un luogo predisposto da Dio per me. Il Padre vuole che io vada dai fratelli, ascolti le Scritture, riceva il perdono mediante l’imposizione delle mani.
Se io pretendo di "confessarmi davanti a Dio" mi creo io un idolo. Resto dentro l’ambito di una sensazione. Con la comunità io arrivo invece all’esperienza. Ci sono infatti, nel percorso di conversione e nel rito sacramentale, tutti i segnali oggettivi che mi rivelano la presenza del Risorto: la comunità, il prete, le Scritture, l’invocazione dello Spirito (SC 7).
Dio ha fatto tanta fatica a venire sulla terra e a collocarsi al centro degli uomini; noi ora vogliamo ricacciarlo in cielo. Ci figuriamo un "Dio grande": non accettiamo che lui si riveli (e si nasconda) in un "modesto confessore".

La seconda storia: La nave e la gru

C’era una volta una nave. Era grande, era bella, era piena di passeggeri. Scivolava sulle onde. Non faceva avvertire alcun sussulto. Un giorno arrivò nei pressi del porto.
Ad un certo punto, si udì come un boato. La nave aveva urtato contro il fondo. Le macchine andavano "avanti tutta", ma la nave non si spostava.
Si lanciò l’appello. Vennero allora due navi. Una si pose davanti ed una si pose dietro. Si sentì un brusco scossone. La nave si muoveva. Andò in avanti, adagio. Si accostò alla spiaggia. Poi si incagliò di nuovo. Non si riuscì a farla muovere.
Qualcuno ebbe una luminosa idea: "utilizziamo una gru; la facciamo accostare da riva". Si fece così. Arrivò una gru, gigantesca, forte. La nave venne imbracata. Si cominciò a sollevarla. Poi, all’improvviso, ecco uno schianto: la gru si era abbattuta sulla nave. C’erano tanti curiosi sulla riva. Per anni, anche i turisti videro la nave e la gru che formavano un unico groviglio di rottami.

Mi viene in mente questa storia pensando alla Confessione. Il problema, in tutti e due i casi, è "aggrapparsi", "essere risollevati". Non basta una forza di pari livello (un’altra nave, una gru) per disincagliare il peccatore.
Per guarirci dalle malattie basta il medico. Per rimettere i peccati ci vuole Dio. Solo lui ci cambia dal di dentro. Solo Gesù può regalarci il suo Spirito e creare in noi un cuore nuovo; solo Dio ci salva.
Non esiste una salvezza self-service del tipo: io mi pento, mi riconcilio, offro anche una eventuale soddisfazione. In questo caso è il super-io che funziona da gru. Però ricade pesantemente su di noi. La Riconciliazione viene dall’alto. Dio la vuole; il Cristo la realizza. Ce la porge dentro e mediante una comunità. In quel "luogo" noi andiamo, manifestiamo la nostra malattia, incontriamo il medico. Ci aggrappiamo a lui. Egli ci risolleva, ci fa rinascere, ci fa risorgere.
Il peccato infatti non è una macchia esteriore. Non è pura trasgressione di una legge. Non si espia con riti umani o sensi di colpa. Il peccato si identifica con noi. È la condizione storica di divisione interiore, di durezza di cuore, di opacità della vista (cf. Rm 7). La sola unica, radicale terapia è la croce. Riconosciamo che Gesù ha preso su di sé il nostro peccato.
La riconciliazione non è il puro ritorno in sé. È l’aggrapparsi a qualcuno (Cristo) che è esterno, è Figlio di Dio, viene dal cielo.
La liberazione dal peccato non è pura pacificazione con noi stessi. È regalo sicuro, è salvezza storica, comunitaria, visibile. Non è una questione morale ma teologica. Abbiamo smarrito Dio. Tutta la nostra vita è salvata anche in una "modesta confessione".
Al centro del rito non stanno i nostri sbagli o errori o neanche i nostri peccati. Se questo orizzonte svanisse, non resterebbe più nulla. Al centro sta l’amore inesauribile, potente, eterno, fedele di Dio, che si è espresso nella Pasqua di Gesù (cf. Rm 8,37-38).
Tutto ha l’andamento di una festa per un ritorno (cf. Lc 15,11-32). Abbiamo smarrito la nostra famiglia, la Chiesa. Essa ci riammette. Avevamo ricevuto dalla comunità la vita, con il Battesimo. Essa, invocando lo Spirito, ce la restituisce. La nostra esistenza è tutta dentro il suo ambito. È lei che ci battezza, imbandisce per noi la mensa della Parola e del Pane. Da lei riceviamo il perdono di Dio.

La terza storia: Simone e Giuda

Questa storia è narrata nei Vangeli (Mc 14,66-72; Mt 26,69-75; Lc 22,55-56).  Due personaggi sono posti a confronto all’interno della passione di Gesù. Simone tradisce Gesù: lo rinnega. Afferma con giuramento di non averlo mai conosciuto. Giuda vende il Signore. Lo fa forse per denaro o forse per motivi politici.
È difficile dire chi dei due (Simone o Giuda) abbia peccato di più. La differenza sta nel "dopo". Giuda è tutto preso dal senso di colpa. Pensa che il suo peccato sia più grande dell’amore di Gesù. Il senso di colpa lo conduce a togliersi la vita. Tutta la sua attenzione è rivolta a se stesso, al suo peccato. Simone incrocia lo sguardo di Gesù. Allora fugge e piange amaramente. Pietro è la figura del senso del peccato. Percepisce di avere tradito un amore. Sente che Gesù gli resta fedele. Riconosce la sua meschinità. Capisce che Dio può tutto. L’amore di Gesù è ben più grande del suo peccato. Sente che il Signore gli tende la mano. Egli è all’inizio di una vita nuova e divina.

La quarta storia: Una festa o una improvvisata?

C’erano due famiglie mafiose. Si erano sempre odiate. Ognuna di loro rispondeva, colpo su colpo, ogni volta che qualcuno dei "suoi" veniva ucciso.
Ma, un bel giorno, un ragazzo di una delle due famiglie incontra una ragazza dell’altra famiglia. Nasce subito un affetto profondo. Continuano a frequentarsi, nonostante l’opposizione dei genitori e nonni. Alla fine decidono di sposarsi. Dicono ai loro parenti: "La guerra è inutile; lascia sul terreno solo morti e feriti; non possiamo in eterno contrapporci". Il discorso piace: tutti sembrano convinti e persuasi.
Arriva il giorno delle nozze. È una festa solenne. Tantissimi sono gli invitati, spropositati i regali. I capi si scambiano i brindisi e gli auguri.
Ma capita un incidente. Un uomo fa un "complimento" non proprio educato ad una donna dell’altra fazione. Ella va a riferire tutto a suo marito. Egli si presenta, estrae la pistola. "Risolve" così, a modo suo, la faccenda. Nasce una colluttazione generale. I tavoli vengono rovesciati. Tutto finisce con una strage.

Mi viene in mente questa storia pensando alla Confessione. Talvolta si pretende che ci sia "la festa" e non si sono riconciliati gli animi. Si presume di chiedere perdono a Dio, ma non si pone prima alcun gesto concreto di scusa ai fratelli. Si va dal prete per non andare dalla moglie o dai figli o dai colleghi. C’è la Confessione, ma non esiste alcun segnale di conversione. Si vuole il Sacramento, ma non si vuole la Parola. Si carica tutta l’efficacia sul rito; non si perde tempo per sentire il Dio misericordioso che "si rivolge a noi" e parla nel cuore. Si sono infrante tante relazioni (con se stessi, con Dio, con il prossimo): si rimettono insieme le cose quasi si trattasse di cocci infranti.
Lc 15,11-32 narra il percorso verso la festa. Essa è grande, vera, autentica perché prima c’è tutto il percorso: l’andare via, lo smarrire il Padre, il provare il sapore della morte, il rientrare in se stessi, l’incamminarsi in direzione opposta, il sentire il visibile abbraccio di Dio, il vedere i fratelli nella gioia.

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Campo a Tagliacozzo “Non sprecare le tue frecce”

Pubblicato da sergio in Attività con i ragazzi

Nelle tribù degli indiani ai ragazzi quando diventavano grandi per aiutarli a crescere si insegnava a non sprecare le proprie frecce perchè…

Ti è piaciuto il campo ? Cosa ti ha colpito di più ? Ti sei fatto nuovi amici ?

In questo spazio puoi inserire i tuoi commenti e non dimenticarti di visitare il blog dedicato ai campi estivi della nostra Parrocchia. Lo trovi qui

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Strada facendo “Io sono la Via…

Pubblicato da sergio in Attività con i ragazzi

Strada facendo vedrai
che non sei più da solo,
strada facendo troverai
un gancio in mezzo al cielo
e sentirai la strada
far battere il tuo cuore
vedrai più amore vedrai…

Queste parole sono di una canzone che forse conosci. E’ di qualche decina di anni fa ed è di Claudio Baglioni. Aveva avuto molto successo e ogni tanto la senti ancora canticchiare da qualcuno.
Sono molte le strade che percorriamo ogni giorno, sono molte le strade percorse dagli uomini… strade che diventano sempre più confortevoli, sicure, larghe e si percorrono in modo sempre più rapido. Ci sono asfalti ben curati che assorbono l’acqua in un modo impressionante. Anche in caso di nebbia, ci sono strade con segnali luminosi che rendono molto più sicura la loro percorrenza.
Certo, non tutte le strade sono curate. Molte sono malconce, con buche, rattoppi, asfalti di seconda categoria… non sono tutte sicure, ben illuminate, facilmente percorribili.
Così la strada, così la vita con i rischi ad esse connessi. Ma forse c’è una verità più grande, una vita più bella, c’è la VIA sicura…c’è un gancio in mezzo al cielo

La vita è vista come una strada. E’ cammino da percorrere e ogni giorno ne percorriamo una piccola tappa.
Quanti, però, hanno l’impressione di non saper dove andare; per i più la meta di questo cammino è sconosciuta… Allora, la Parola di questa domenica acquista un significato particolare per ciascuno, risuona in modo forte perché è Gesù stesso che si propone come: VIA, VERITA’ E VITA. Gesù ha il coraggio di mostrarsi come l’UNICO cammino per tutti, l’unica verità, l’unica vita per ciascuno.
Il cammino terreno di Gesù ha avuto una direzione precisa: seguiamolo….
Fin dall’Antico Testamento l’incontro con Dio appare come una realtà che mette l’uomo in movimento. Pensiamo ad Abramo invitato a lasciare la sua terra per andare verso un luogo non chiaramente identificato: "… che io ti indicherò!" 
Gesù, quando chiama i discepoli dice loro: "Vieni e seguimi" . Lui è la VIA, il CAMMINO. Non è però solo un apripista, ma uno che per primo si inoltra per il difficile sentiero della vita. Gesù è il passaggio obbligato per coloro che vogliono raggiungere la vita in abbondanza. Il suo cammino sembra terminare a Gerusalemme, la città Santa, precisamente sul Golgota. Gesù vuole condurci là, e lì ci dà appuntamento per rivelarci la Verità e darci la Vita.
Allora il cammino che Gesù propone è il cammino della Croce, la sua via si chiama Via Crucis, Via della Croce, nella disponibilità a dare la sua vita per gli altri. La domanda di Filippo: "Gesù mostraci il Padre", e la risposta di Gesù: "Chi vede me, vede il Padre", trovano nella Croce il loro incontro. Per andare al Padre non c’è altra via se non Gesù e questi Crocifisso.
Si possono compiere migliaia di pellegrinaggi, ma allontanarsi dalla Via; si possono frequentare tutte le università e studiare anche tutta la vita, ma senza lasciarsi illuminare dalla verità, si possono fare tutte le esperienze più appaganti di questo mondo ma non avere il cuore pieno di colui che solo possiede la pienezza della vita.
Buon cammino. Gesù è una Via dove non si paga il pedaggio. Lui conduce al Padre, gratis!

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Sulla Cupola e poi da GPII

Pubblicato da sergio in Attività con i ragazzi

 

 

 

 

Bel pomeriggio trascorso insieme con il gruppo della cresima, peccato che Imma è rimasta a casa per i dolori alla schiena ed al collo.

Ci siamo dati appuntamento al mitico ITALWAGEN che adesso è mitico anche per questa generazione e poi tram e metro sino a piazza Risorgimento.

Gambe in spalla ed eccoci ai metal detector, e poi ad iniziare la salita delle scale fino ad arrivare a più di 130 metri di altezza da dove capelli sulla faccia permettendo si vede tutta Roma.

Discesa indolore a parte il mal di pancia di Sara, quindi a vedere la Pietà (abbiamo scoperto le doti da guida di Martina) e un saluto inginocchiati davanti alla tomba di Giovanni Paolo II.

 

Piccola partita di pallone e pallavolo sul sagrato

prima che arrivasse l’agente di Polizia a dirci che non era il caso e poi vista l’ora, gelato artigianale sotto casa.

Alla prossima puntata dovrebbero esserci crepees (speriamo si scriva così) fatte da Martina & C a casa nostra.

Ed ora a voi i vostri commenti e se avete qualche foto (Sara ne ha fatte un mucchio) mandatele per mail che da qualche parte le mettiamo.

 

   
   
   
   

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