Da Pilato a Erode

Durata: 15 min. ca.

Location: Cinecittà, Roma

 

Breve descrizione della scena nel film

 

Le parole in grassetto avranno una spiegazione nell’analisi.

 

Claudia prega suo marito di non condannare Gesù. Fanno ingresso nel Cortile di Pilato i soldati che portano in catene Gesù al suo cospetto. Alla vista delle numerose ferite di Gesù, Pilato chiede spiegazioni sul perchè prima del suo giudizio un prigioniero sia già stato punito.

 

Caifa chiede per Gesù la pena di morte in quanto ha violato le leggi del tempio ed insegna dottrine blasfeme.

Ad un Pilato non convinto, i Sacedoti dicono che Gesù si ritiene il Re dei Giudei, ed obbliga i suoi seguaci a non pagare le tasse a Roma. Una colomba volteggia si Gesù.

A questo punto Pilato chiama Gesù, ed in disparte gli chiede se davvero è il Re dei Giudei. Gesù gli chiede la ragione di quella domanda. Pilato insiste:"Sei un re?". "Il mio regno non e’ di questo mondo: i miei sudditi non mi avrebbero mai portato da te". Ancora Pilato:"Dunque sei un re?" "E’per questo che sono nato. Per testimoniare la verità agli uomini" Pilato gli ribatte laconico:"Cos’è la verità?"

 

Pilato torna quindi nel Cotile e annuncia di non aver trovato l’imputato colpevole. Si levano proteste dalla folla. Poichè Gesù è un Galileo, sarà Erode, Tetrarca della Galilea, a giudicarlo, decide Pilato. Claudia e Pilato si scambiano sguardi.

 

Palazzo di Erode. Il tetrarca si fa scherno di Gesù e dei suoi presunti miracoli, e ritiene di poterlo rilasciare: è un povero pazzo, non un criminale.

 

Nel frattempo Pilato è dubbioso sul da farsi e si confronta con Claudia, che invece ribatte di saper riconoscere la Verità quando la incontra. Pilato vuole evitare altro sangue in seguito ad una sua decisione, ma Abenader gli fa presente che una rivolta è già iniziata.

 

Pilato annuncia alla folla che neanche Erode ha trovato colpe in Gesù. La folla dà segni di malcontento, e Pilato annuncia di voler, come ogni anno, rilasciare un prigioniero, e chiede alla folla di decidere fra il noto assassino Barabba e Gesù, detto il Messia. Caifa non ha dubbi: Gesù è un impostore, che si liberi Barabba. La folla ripete che si liberi Barabba. Pilato pone nuovamente la domanda, ma la risposta non cambia, e Barabba è liberato.

Pilato chiede quindi cosa farne di Gesù. E’ sempre Caifa a rispondere: che sia crocifisso! E la folla ne ripete le parole. Pilato è incerto, e dopo aver volto uno sguardo a sua moglie, decide: non sarà crocifisso, ma fustigato e poi liberato. Pilato si raccomanda con Abenader: che sia fustigato severamente ma non ucciso.

 

 

Analisi e Simbologia

 

Nel film vi è l’aggiunta di una domanda non presente nei Vangeli:"Punite sempre i prigionieri prima del processo?"

 

Rispettando le procedure, alla vista di Gesù, Pilato non domanda per che cosa sia  stato condannato dal Sinedrio, ma di che cosa sia accusato. Nella risposta presentata nel film (presente solo in Giovanni) "se costui non fosse un malfattore non te lo avremmo consegnato", Pilato sembra vedere giustamente un indebito tentativo di limitare il suo potere di indagine al chè i sacerdoti riconoscono la loro impossibilità a condannare a morte.

 

In base a quanto spiegato nell’analisi alla precedente scena, la situazione dei sacerdoti appare giuridicamente difficile: se accusano Gesù di blasfemia sulla base delle testimonianze non conformi ottenute nel Sinedrio, Pilato rovescerà il verdetto; se presentano Gesù come reo confesso, Pilato annullerà la sentenza; se dichiarano di averlo condannato con voto unanime, ci sarà ancora un verdetto assolutorio. Il tutto sulla base e nel rispetto della Legge Ebraica. In questo contesto la soluzione sembra essere quella di accusare Gesù di nuovi e differenti reati che maggiormente interferiscano negli interessi romani: la sobillazione contro le autorità costituite, la proibizione di pagare i tributi a Cesare, l’affermare di essere Re.

 

Pilato segue quindi fedelmente la Legge, sia Ebraica che Romana, fino al momento in cui, dopo aver cercato di investire Erode della responsabilità, sembra cedere a pressioni politiche e popolari adottando un comportamento giuridicamente incongruente: dopo averlo ripetutamente dichiarato innocente, Pilato prima fa fustigare Gesù nel tentativo di liberarlo, ed infine decide di condannarlo a morte, con il risultato di punirlo due volte: fustigazione e crocifissione.

 

Lasciando da parte indagini storiche ma rimanendo nel contesto del film, vari motivi spingevano Pilato a non condannare Gesù: innanzitutto le opinioni di sua moglie Claudia, che approfondiremo a breve; inoltre, la paura di essere richiamato a Roma nel caso fosse scoppiata qualche rivolta, essendo già stato avvisato dall’imperatore a riguardo.

 

Pilato si mostra subito umano con Gesù, offrendogli da bere (non ci sono refernze evangeliche a riguardo, ma nei diari di Emmerich è Erode ad offrirgli del vino).

Il breve dialogo che segue ha un forte impatto su Pilato, che  successivamente rivolge a sua moglie la stessa domanda che si era posto con Gesù:"Cos’è la verità?"

 

Diverse volte nel film vedremo come Gesù abbia un forte impatto carismatico sulle persone che lo incontrano per la prima volta: Malcus, Claudia, Pilato, il cortigiano africano di Erode, ed in seguito Abenader, Cassius, Simone di Cirene, Veronica, il ladrone buono. Nella scena che stiamo analizzando, persino Barabba, che è raffigurato ben poco umano, sembra per qualche attimo colpito e titubante quando guarda Gesù.

 

Pilato appare anche molto diverso da Erode Antipa, la cui decadente corte contrasta con l’integrità di costumi sia del Sinedrio che di Pilato. Erode era il tetrarca della Galilea e di solito non risiedeva a Gerusalemme, dove si era recato in occasione della Pasqua ebraica. Come spiegato nella sezione sui protagonisti, non lo si confonda con suo padre, famoso per la strage degli innocenti. Che Gesù venga mandato da Erode ci è tramandato dal solo Luca.

 

Importante a riguardo è che la Emmerich ci dice che Pilato manda ad Erode un messaggio dove scrive di aver trovato Gesù innocente. Erode interpreta questo messaggio come suggerimento di Pilato a non dare ascolto agli accusatori. Non a caso, sia nei diari di Emmerich che nel film, Erode zittisce Caifa appena questi apre bocca.

 

Mentre si sta discutendo della sua sorte, Gesù osserva in cielo una colomba.. La colomba è simbolo di pace e purezza, ma soprattutto è simbolo dello Spirito Santo, così come descritto nei primi capitoli di tutti e quattro i vangeli, quando al momento del battesimo lo Spirito di Dio discende sul Cristo sotto forma di colomba. La presenza dello Spirito Santo richiama chiaramente una espressione di Gesù che troviamo in Lc 12, 11-12: "Quando poi vi condurranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi del come e del che risponderete a vostra difesa, o di quello che direte;  perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento stesso quello che dovrete dire."

La coppia di colombe è il sacrificio del "riscatto" del primogenito proprio dei poveri. Il sacrificio per eccellenza rimane quello dell’agnello o della capra o del giovenco, quelle delle tortore o delle colombe è un ripiego dettato dall’indigenza di alcuni ai quali tuttavia doveva essere permesso il sacrificio come gli altri.

La presenza della colomba ricorda quindi a Gesù la presenza dello Spirito Santo e dell’amore di suo Padre a poche ore dal suo sacrificio. Ricordiamo che Noè per stabilire il livello dell’acqua dopo il diluvio utlizzò due uccelli: un corvo ed una colomba (solo questa poi tornerà con un ramoscello d’ulivo, a testimoniare la presenza della terra ferma). Più avanti nel film vedremo, non a caso, comparire un corvo.

 

 

Del tutto assente nei Vangeli è il dialogo fra Pilato e sua moglie sul concetto di verità. La figura di Claudia, citata di sfuggita dal solo Matteo (27:19) è ben presente invece sia negli scritti di Maria di Agreda che in quelli di Emmerich: dove in sogno viene confidata a Claudia la santità di Gesù.

 

Alla domanda retorica di Pilato "Cos’è la Verità?", non si vede Gesù dare una risposta, che verrà nelle scene seguenti del film, quando Cristo dirà:"Io sono la Via, la Verità, la Vita."

 

E’ Claudia a spiegare a Pilato come riconoscere la Verità dipenda dalla predisposizione del nostro cuore, e che il nostro intelletto non la può comprendere. Se la nostra anima non è aperta a ricevere la Verità, non la riconoscerà mai, e per questo Claudia, che ha riconosciuto in Gesù la Verità, non può nulla se Pilato non l’ha fatto: non può spiegargliela. Pilato non a caso finirà col condannare Gesù.

Durante questa scena ed anche successivamente, Pilato e Claudia si scambieranno numerosi sguardi. Qui Gibson ha voluto alludere agli scambi di messaggi scritti, presenti nei diari di Emmerich, dove ad ogni mossa di Pilato corrisponde un messaggio di sua moglie a ricordargli della promessa di non uccidere Cristo. Pur se nel film la loro comunicazione è ridotta ad un gioco di sguardi, appare chiara l’ispirazione dai Diari di Emmerich, che suggerisce persino come Claudia assistette agli eventi affacciata ad una finestra, come nel film.

 

Pilato è stretto dal dubbio: se non condanna Gesù, Caifa inizierà una rivolta. Se lo condanna, saranno i seguaci di Gesù a farlo. Se mandare Gesù da Erode si è dimostrato inutile, cerca di liberarlo secondo un’usanza locale (che ci viene riferita solo dai Vangeli e da nessun’altra fonte storica), facendo scegliere alla folla fra due prigionieri.

Come ultima carta, tenta la flagellazione, assicurandosi che sia severa, ma che non porti alla morte. Non è una raccomandazione banale: le flagellazioni potevano essere così violente da poter uccidere il condannato invece che torturarlo.

 

E’ la Emmerich a dettare il grido:"NO!" di Pilato. Ci viene infatti spegato nei suoi Diari che alla folla che grida "Crocifiggilo!". Emmerich: "…Pilato alla fine urla; la sua debole personalità non poteva sopportare quelle violente manifestazioni; liberò Barabba ed ordinò di fustigare Gesù"

Da La Dolorosa Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, Cap.21

 

Fonti

I passi dei Vangeli sono nei seguenti capitoli: Giovanni Cap.18, Luca Cap.23, Marco Cap.15, Matteo Cap.27.

 

Elementi del film che concordano con i diari di Emmerich (Cap.15,16,17,19,20,21) ma che non troviamo nei Vangeli sono:

Gesù incatenato al collo come usuale per i condannati a morte; la descrizione del palazzo di Pilato, con il colonnato circolare e le scale di marmo; Pilato che chiede se è uso punire i prigionieri prima della condanna; le numerose interazioni fra Claudia e Pilato; la descrizione di Claudia; Erode che zittisce Caifa; il comportamento taciturno di Gesù da Erode; Pilato che urla "No!" alle richieste di crocifissione.



I commenti sono chiusi.