La via Crucis

Durata: 20 min. ca.

Location principale Via Crucis:
Matera, via Muro e Rione Malve

Madonna, Giovanni e Maddalena prendono scorciatoia: Matera, Rione Malve

Madonna accorre su Gesù caduto: Matera, Via San Potito e Via Muro.

Gesù passa sotto un arco, Cassius si interroga: Matera, Via San Potito

Flashback Gesù bambino che cade: Matera, Parco Murgia, Masseria Radogna

Scena di Veronica: Matera, pressi del Convicinio di Sant’Antonio

Porta di Gerusalemme: Matera, Piazza di Porta Pistola

Discorso dal monte: Matera, Parco Murgia, belvedere di Murgia Timone

Golgota: Matera, Parco Murgia, belvedere di Murgia Timone

Breve descrizione della scena nel film

Le parole in grassetto avranno una spiegazione nell’analisi.

Gesù e due ladri vengono scortati fuori. Gesù porta la croce intera, mentre i due ladroni solo la trave orizzontale. Gesù, che abbraccia la croce, è schernito da uno dei ladroni.

Comincia quindi la Via Crucis, seguita da Caifa e dalla folla che offende e colpisce Gesù, tenuta distante a fatica dai soldati. Gesù con respiro affannoso compie i passi mentre i suoi occhi socchiusi ricordano la folla festante che lo aveva accolto qualche giorno prima, nella Domenica delle Palme.

Anche Satana osserva Gesù che faticosamente avanza con la croce. La Madonna prega Giovanni di portarla più vicino a suo figlio, così assieme alla Maddalena percorrono velocemente alcune strade secondarie. La folla e i soldati continuano ad inveire, a colpire e a sputare su Gesù che sopraffatto crolla al suolo.

Riesce faticosamente a rialzarsi. La Madonna si ferma in disparte in un vicolo. Maria è immobile. Gesu’sta ormai passandole a pochi metri, ma lei non sembra avere il coraggio di muovergli incontro. Quando però vede suo figlio cadere sotto il peso della croce le torna in mente una scena accaduta nell’infanzia di Cristo. Le immagini del passato si alternano a quelle del presente, e la Madonna accorre verso suo figlio che accasciato al suolo continua ad essere percosso. Si sfiorano il volto commossi e Gesù le dice:"Vedi, rendo ogni cosa nuova". Il cammino verso il Golgota deve pero’ continuare. Gesù, colpito nuovamente, crolla al suolo, continuando ad essere fustigato dai soldati che lo incitano ad alzarsi. Accorre Abenader, che ordina ai soldati di aiutare Gesù.

I soldati ordinano quindi ad un uomo di aiutare Gesù: è Simone di Cirene, che vinta una iniziale ritrosia, carica la croce sulle sue spalle e ne divide il peso con Gesù.Nonostante l’aiuto di Simone, Cristo cade nuovamente stravolto dalla fatica. Gli si avvicina Veronica, che gli porge un panno con cui asciugarsi il viso. Accorre un soldato ad allontanare la donna, e Gesù viene ripetutamente percosso dalla folla, ma adesso oltre alle donne anche Simone grida il suo sdegno, riuscendo a placare le violenze e proseguire il cammino con Gesù, che ha lasciato impressa la sua immagine sul panno di Veronica.

Sul colle del Golgota, intanto, alcuni soldati stanno montando i pali di sostegno delle croci. Si aprono le porte della città e ci si dirige verso il Colle. Gesù avanza barcollando, e cade ancora per terra, sorretto da Simone di Cirene che cerca di fargli coraggio:"Siamo quasi lì".

Guardando il colle ormai prossimo, Gesù ricorda il suo discorso dal monte. Giunti finalmente sul Golgota, Simone è allontanato.

Analisi e Simbologia

Circa la disputa se Gesù abbia portato la croce intera, abbiamo parlato nella pagine sulle altre controversie.

Così come era uso per gli officianti pagani abbracciare un nuovo altare, così Gesù abbraccia l’altare dove si compirà il suo sacrificio. Questa spiegazione ci è fornita dalla Emmerich.

Sul parallelismo fra la Via Crucis e la precedente Domenica delle Palme abbiamo già parlato nella scena dell’impiccagione di Giuda. E’ opportuno comunque notare l’inversione del concetto di trionfo: pur se oltraggiato ed insultato, il vero cammino che porta Cristo alla vittoria è questo, e non quello trionfante della domenica precedente.

Anche Satana osserva l’incedere di Gesù, ed in questa scena, la Madonna ed il diavolo si scambiano uno sguardo. Dunque, anche la Madonna, oltre a Gesù, ha la facoltà di vedere il diavolo. Questa scena potrebbe da un lato suggerirci la "deità" della Madonna, dall’altro che il diavolo, mostrandosi alla Madonna, cerca di tormentarla, ma è un tentativo che fallisce, perchè la Madonna sa cosa si sta compiendo. Da notare inoltre come il diavolo, da figura isolata qual’era nel Giardino degli ulivi, si accompagna sempre a più gente: prima compare dietro i sacerdoti durante la flagellazione, e adesso è immerso nella folla.

Nonostante l’aiuto di Simone, Gesù cade violentemente al suolo, direttamente col volto. Una scena simile si ripeterà sul Golgota. Queste scene sono state girate all’inizio di novembre 2002. Proprio in quei giorni, Don Basilio Gavazzeni della parrocchia di Sant’Agnese a Matera, consegnò a Mel Gibson, con cui aveva già discusso del  film, una missiva dove oltre a suggerirgli il ruolo positivo svolto dalle donne durante il Calvario, allegava il testo della Via Crucis di Paul Claudel.

E’questo suo estratto a suggerirci lo spunto usato dal regista:

VII STAZIONE: Gesù cade di nuovo nel cammino della croce

«Non è il piede a inciampare nella pietra è l’anima che si schianta e cade giù. Perché la strada è lunga, il termine è distante lunghezza del tempo, ripugnanza che assale. Stavolta non si cade sui ginocchi ma sulla faccia a terra poiché è il corpo a cadere ma è l’anima che ha detto di cadere».

La scena dove la Madonna, accorre a Gesù ricordandosi di una scena simile avvenuta nella sua infanzia a Nazareth, è una delle più apprezzate dalla critica. La scena evidenzia l’aspetto materno di Maria, che comprende subito come questa volta non le sarebbe possibile consolare Gesù come fatto parecchi anni prima, tuttavia Gesù si rafforza alla vista di sua madre, e riprende il cammino verso il Golgota, annunciando che grazie al suo sacrificio il mondo non sarà più lo stesso. Particolare non secondario, questa scena si svolge -è la Emmerich a dircelo- di fronte la casa di Caifa, e difatti nel film vediamo le torce ai muri e un bel palazzo a corte sullo sfondo.

Notate come è ancora Abenader a venire in soccorso di Gesù, come avvenuto durante la flagellazione.

Simone di Cirene, che si trovava a passare di lì per caso, è riluttante all’inizio al pensiero di portare la Croce, comprensibilmente. Poco dopo però è proprio lui a prendere le difese di Cristo, in un’appassionata scena che non ritroviamo nei Vanglei, ma nei Diari di Emmerich.

Come spiegato nella scheda sui protagonisti, la figura di Veronica non è evangelica, ma fa parte della tradizione. Il suo nome vero era Seraphia. Prende il nome di Veronica (vera eikon, immagine vera) perchè sul panno con cui fa asciugare Gesù, ne resta impresso il volto.

Subito dopo la Porta della città, Gesù cade nuovamente a terra, ed anche in questo caso (come nella scena della flagellazione), la sua soggettiva ci mostra il mondo capovolto, perchè il suo Regno non è di questo mondo.

Molto importante una frase pronunciata da Gesù nel suo discorso sul monte, che Gibson inserisce a questo punto della Passione a spiegarci come Gesù abbia volutamente intrapreso le sofferenze e la morte. In teoria avrebbe potuto rinunciarvi in qualunque momento, così come in qualunque momento in seguito avrebbe potuto scendere dalla croce, ma Gesù preferisce sacrificarsi per il bene dell’umanità.

Fonti

I passi dei Vangeli sono nei seguenti capitoli: Giovanni Cap.19, Luca Cap.23, Marco Cap.15, Matteo Cap.27.

Elementi del film che concordano con i diari di Emmerich (Cap.30,32,34,35, ) ma che non troviamo nei Vangeli sono:

Gesù che abbraccia la croce; la Madonna che prende una scorciatoia; Simone che protesta con i soldati; la figura di Veronica (ma questa è una figura tradizionale); l’arco sotto cui passa Gesù; Simone sorregge Gesù durante una caduta.



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