dic 15 2011
Giovanni Paolo II ed il Presepe
Giovanni Paolo II, nel suo lunghissimo ministero di Pontefice e Vescovo di Roma, tra le moltissime felici intuizioni che lo hanno legato alla sua Città, nell’ormai lontano 1978, c’è anche la bella tradizione di benedire in Piazza San Pietro le statuine del presepio (appunto, i "bambinelli") che i fanciulli recavano con sè la domenica che precedeva il Santo Natale. Qui di seguito, diamo un breve resoconto delle parole che lo stesso Pontefice ha ripetuto ogni anno in tale circostanza:
Angelus 17.12.1978:
Siate benvenuti, figliuole e figliuoli carissimi! Vi saluto con vera letizia, specialmente per il
gesto così spiritualmente significativo, che avete accettato di compiere con tanto entusiasmo. La prima rappresentazione plastica del presepio è nata, come sapete, dalla geniale intuizione di San Francesco d’Assisi: profondamente colpito e commosso dall’umiltà dell’Incarnazione, nella notte di Natale del 1223 fece predisporre a Greccio, da un fedele e pio amico di nome Giovanni, tutto l’occorrente: paglia, fieno, la mangiatoia e un bue e un asinello in carne e ossa. “Vorrei rappresentare – disse il Santo – il Bambino Gesù nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva nel fieno fra il bue e l’asinello” (Tommaso da Celano, Vita Prima, 84). Sul luogo vennero vari frati; uomini e donne giunsero festanti dai casolari della regione, portando ceri e fiaccole per illuminare quella notte nella quale, come nota ancora il biografo, “s’accese splendida nel cielo la Stella che illuminò tutti i giorni e i tempi”. Un sacerdote celebrò l’Eucaristia e Francesco d’Assisi, che era diacono, cantò con la sua voce forte e dolce, limpida e sonora, il Santo Vangelo. Da Greccio, che, diventato come una nuova Betlemme, la rappresentazione del presepio, sgorgata dal cuore di un Santo, capace di realizzare nella vita la poesia più sublime, si diffuse in tutta l’Italia, nell’Europa, nel mondo intero, conservando intatto, nelle diverse espressioni delle culture e del folklore, il messaggio fondamentale, autenticamente evangelico, che Francesco voleva che giungesse alle anime dalla contemplazione del presepio, scuola di semplicità, di povertà, di umiltà. La società contemporanea non è sempre, purtroppo, fautrice e messaggera di tali atteggiamenti, che vengono talvolta considerati addirittura come debolezze o come frustrazioni della personalità umana. Eppure il Figlio di Dio, per venire incontro all’uomo, per camminare accanto a lui, per salvarlo ha scelto la rinunzia al fulgore degli attributi della sua Persona divina, la totale mancanza dei mezzi e degli strumenti umani, la lotta alla superbia e alla tracotanza. Angelus
16.12.1979:
Mi compiaccio sinceramente con voi per questa suggestiva cerimonia, che con la sua forza evocatrice, richiama alla nostra mente la scena umana e divina del presepio, il quale, dal tempo della sua prima rappresentazione, fatta, come è noto, da San Francesco a Greccio nella notte di Natale del 1223, non ha mai cessato e non cessa, con le sue più varie tradizioni ricche di arte, di poesia e di folklore, di avvincere il sentimento popolare e la pietà cristiana. Angelus
22.12.1985:
Cari bambini, sono lieto di vedervi e di esprimervi i più fervidi auguri di un gioioso e santo Natale. Benedico volentieri le statuine del Bambino Gesù che recate in mano. Guardando al presepio, al mistero della grotta di Betlemme, in cui il Figlio di Dio si è fatto Bambino come voi, potrete comprendere quanto sia grande la bontà da parte di Dio e quanto perciò dovete amarlo e farvi apostoli del suo amore presso i vostri compagni e amici, soprattutto presso quelli che soffrono per la malattia, la povertà e la solitudine. Angelus
22.12.1999:
Una delle espressioni popolari dell’attesa gioiosa del Natale è la preparazione del presepe nelle famiglie. Nelle case cristiane, in questi giorni, si sceglie un angolo adatto per disporre le statuette, lasciando lo spazio, tra Maria e Giuseppe, per il Bambinello. Pensando a tutte le famiglie cristiane che predispongono i loro presepi, ben volentieri benedico voi, cari ragazzi e ragazze di Roma che, coordinati dal Centro Oratori Romani, siete venuti numerosi recando i Bambinelli. Possa il Natale ormai prossimo, inizio del Grande Giubileo, spingere voi e tutti i credenti di ogni parte del mondo a preparare una degna dimora per accogliere il Cristo. Proprio perché in ogni quartiere ci siano più accoglienti luoghi di culto, si celebra oggi, nella Diocesi di Roma, la giornata di preghiera e di raccolta di offerte per la costruzione delle nuove chiese nella periferia della Città. Mentre ringrazio quanti, in questi anni, hanno collaborato a tale iniziativa, auspico che nelle zone dove ancora non esiste possa presto sorgere una chiesa con annesse strutture parrocchiali, come autentico punto di riferimento per la vita spirituale e comunitaria di tante persone e famiglie. Angelus
22.12.2002:
Il richiamo più suggestivo alla nascita del Signore, ormai imminente, viene dal presepe, che in tante case è già stato allestito. La semplicità del presepe contrasta però con quell’immagine del Natale che talora viene proposta in modo insistente dai messaggi pubblicitari. Anche la bella tradizione di scambiarsi, tra familiari ed amici, i doni in occasione del Natale, sotto l’urto di una certa mentalità consumistica rischia di perdere il suo autentico senso "natalizio". In effetti, questa usanza si comprende a partire dal fatto che Gesù in persona è il Dono di Dio all’umanità, di cui i nostri doni in questa festa vogliono essere riflesso ed espressione. Per tale ragione, è quanto mai opportuno privilegiare quei gesti che manifestano solidarietà ed accoglienza verso i poveri e i bisognosi. Dinanzi al presepe, lo sguardo si sofferma soprattutto sulla Vergine e su Giuseppe, che attendono la nascita di Gesù. Il Vangelo dell’odierna quarta Domenica d’Avvento, con il racconto dell’Annunciazione, ci mostra Maria in ascolto della Parola di Dio e pronta a compierla fedelmente. Angelus
12.12.2004:
Si avvicina la festa del Natale e in molti luoghi è già in allestimento il presepe, come qui in Piazza San Pietro. Piccolo o grande, semplice o elaborato, il presepe costituisce una familiare e quanto mai espressiva rappresentazione del Natale. È un elemento della nostra cultura e dell’arte, ma soprattutto un segno di fede in Dio, che a Betlemme è venuto "ad abitare in mezzo a noi" (Gv 1,14). Come ogni anno, tra poco benedirò i Bambinelli, che nella Notte Santa verranno collocati nei presepi, dove si trovano già san Giuseppe e la Madonna, silenziosi testimoni d’un sublime mistero. Con il loro sguardo d’amore essi ci invitano a vegliare e pregare per accogliere il divino Salvatore, il quale viene a recare al mondo la gioia del Natale.

Le 200.000 persone che hanno partecipato questo sabato sera alla veglia di preparazione alla beatificazione di Giovanni Paolo II hanno scoperto aspetti sconosciuti della sua vita grazie alle testimonianze dei suoi più stretti collaboratori.