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	<title>Giovanni Paolo II</title>
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		<title>Giovanni Paolo II ed il Presepe</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 08:26:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giovanni Paolo II, nel suo lunghissimo ministero di Pontefice e Vescovo di Roma, tra le moltissime felici intuizioni che lo hanno legato alla sua Citt&#224;, nell&#8217;ormai lontano 1978, c&#8217;&#232; anche la bella tradizione di benedire in Piazza San Pietro le statuine del presepio (appunto, i &#34;bambinelli&#34;) che i fanciulli recavano con s&#232; la domenica che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="TestoData0"><font face="Georgia" style="font-size: 9pt"> 					<em><font color="#CC0000">Giovanni Paolo II, nel suo  					lunghissimo ministero di Pontefice e Vescovo di Roma, tra le  					moltissime felici intuizioni che lo hanno legato alla sua  					Citt&agrave;, nell&#8217;ormai lontano 1978, c&#8217;&egrave; anche la bella  					tradizione di benedire in Piazza San Pietro le statuine del  					presepio (appunto, i &quot;bambinelli&quot;) che i fanciulli recavano  					con s&egrave; la domenica che precedeva il Santo Natale. Qui di  					seguito, diamo un breve resoconto delle parole che lo stesso  					Pontefice ha ripetuto ogni anno in tale circostanza: </font> 					</em></font></span></p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0; margin-left:20px; margin-right:20px"><font face="Georgia" style="font-size: 9pt"><u> 					<font color="#CC0000"><strong>Angelus 17.12.1978: </strong></font></u><br />
Siate benvenuti, figliuole e figliuoli carissimi! Vi saluto con vera letizia, specialmente per il</font><span id="TestoData1"><font face="Georgia" style="font-size: 9pt"><em><font color="#CC0000"><img width="104" vspace="7" hspace="10" height="104" border="0" align="right" alt="Giovanni Paolo II" longdesc="Giovanni Paolo II" style="border: 1px solid #000000" src="http://www.presepio-romano.it/image/presepe_tradizioni/giovanni-paolo-ii.jpg" /></font></em></font></span><font face="Georgia" style="font-size: 9pt">  gesto cos&igrave; spiritualmente significativo, che avete accettato di  compiere con tanto entusiasmo.  La prima rappresentazione plastica del presepio &egrave; nata, come sapete,  dalla geniale intuizione di San Francesco d&rsquo;Assisi: profondamente  colpito e commosso dall&rsquo;umilt&agrave; dell&rsquo;Incarnazione, nella notte di Natale  del 1223 fece predisporre a Greccio, da un fedele e pio amico di nome  Giovanni, tutto l&rsquo;occorrente: paglia, fieno, la mangiatoia e un bue e un  asinello in carne e ossa. &ldquo;Vorrei rappresentare &ndash; disse il Santo &ndash; il  Bambino Ges&ugrave; nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del  corpo i disagi in cui si &egrave; trovato per la mancanza delle cose  necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva  nel fieno fra il bue e l&rsquo;asinello&rdquo; (Tommaso da Celano, Vita Prima, 84).  Sul luogo vennero vari frati; uomini e donne giunsero festanti dai  casolari della regione, portando ceri e fiaccole per illuminare quella  notte nella quale, come nota ancora il biografo, &ldquo;s&rsquo;accese splendida nel  cielo la Stella che illumin&ograve; tutti i giorni e i tempi&rdquo;. Un sacerdote  celebr&ograve; l&rsquo;Eucaristia e Francesco d&rsquo;Assisi, che era diacono, cant&ograve; con la  sua voce forte e dolce, limpida e sonora, il Santo Vangelo.  Da Greccio, che, diventato come una nuova Betlemme, la rappresentazione  del presepio, sgorgata dal cuore di un Santo, capace di realizzare nella  vita la poesia pi&ugrave; sublime, si diffuse in tutta l&rsquo;Italia, nell&rsquo;Europa,  nel mondo intero, conservando intatto, nelle diverse espressioni delle  culture e del folklore, il messaggio fondamentale, autenticamente  evangelico, che Francesco voleva che giungesse alle anime dalla  contemplazione del presepio, scuola di semplicit&agrave;, di povert&agrave;, di  umilt&agrave;. La societ&agrave; contemporanea non &egrave; sempre, purtroppo, fautrice e  messaggera di tali atteggiamenti, che vengono talvolta considerati  addirittura come debolezze o come frustrazioni della personalit&agrave; umana.  Eppure il Figlio di Dio, per venire incontro all&rsquo;uomo, per camminare  accanto a lui, per salvarlo ha scelto la rinunzia al fulgore degli  attributi della sua Persona divina, la totale mancanza dei mezzi e degli  strumenti umani, la lotta alla superbia e alla tracotanza.  Angelus </p>
<p><font color="#CC0000"><u><strong>16.12.1979: </strong></u></font><br />
Mi compiaccio sinceramente con voi per questa suggestiva cerimonia,  che con la sua forza evocatrice, richiama alla nostra mente la scena  umana e divina del presepio, il quale, dal tempo della sua prima  rappresentazione, fatta, come &egrave; noto, da San Francesco a Greccio nella  notte di Natale del 1223, non ha mai cessato e non cessa, con le sue pi&ugrave;  varie tradizioni ricche di arte, di poesia e di folklore, di avvincere  il sentimento popolare e la piet&agrave; cristiana.  Angelus </p>
<p><font color="#CC0000"><u><strong>22.12.1985: </strong></u></font><br />
Cari bambini, sono lieto di vedervi e di esprimervi i pi&ugrave; fervidi  auguri di un gioioso e santo Natale. Benedico volentieri le statuine del  Bambino Ges&ugrave; che recate in mano. Guardando al presepio, al mistero  della grotta di Betlemme, in cui il Figlio di Dio si &egrave; fatto Bambino  come voi, potrete comprendere quanto sia grande la bont&agrave; da parte di Dio  e quanto perci&ograve; dovete amarlo e farvi apostoli del suo amore presso i  vostri compagni e amici, soprattutto presso quelli che soffrono per la  malattia, la povert&agrave; e la solitudine.  Angelus </p>
<p><font color="#CC0000"><strong><u>22.12.1999: </u></strong></font><br />
Una delle espressioni popolari dell&#8217;attesa gioiosa del Natale &egrave; la  preparazione del presepe nelle famiglie. Nelle case cristiane, in questi  giorni, si sceglie un angolo adatto per disporre le statuette,  lasciando lo spazio, tra Maria e Giuseppe, per il Bambinello. Pensando a  tutte le famiglie cristiane che predispongono i loro presepi, ben  volentieri benedico voi, cari ragazzi e ragazze di Roma che, coordinati  dal Centro Oratori Romani, siete venuti numerosi recando i Bambinelli.  Possa il Natale ormai prossimo, inizio del Grande Giubileo, spingere voi  e tutti i credenti di ogni parte del mondo a preparare una degna dimora  per accogliere il Cristo. Proprio perch&eacute; in ogni quartiere ci siano pi&ugrave; accoglienti luoghi di  culto, si celebra oggi, nella Diocesi di Roma, la giornata di preghiera e  di raccolta di offerte per la costruzione delle nuove chiese nella  periferia della Citt&agrave;. Mentre ringrazio quanti, in questi anni, hanno  collaborato a tale iniziativa, auspico che nelle zone dove ancora non  esiste possa presto sorgere una chiesa con annesse strutture  parrocchiali, come autentico punto di riferimento per la vita spirituale  e comunitaria di tante persone e famiglie.  Angelus </p>
<p><strong><u><font color="#CC0000">22.12.2002: </font></u></strong><br />
Il richiamo pi&ugrave; suggestivo alla nascita del Signore, ormai  imminente, viene dal presepe, che in tante case &egrave; gi&agrave; stato allestito. La semplicit&agrave; del presepe contrasta per&ograve; con quell&#8217;immagine del Natale  che talora viene proposta in modo insistente dai messaggi pubblicitari.  Anche la bella tradizione di scambiarsi, tra familiari ed amici, i doni  in occasione del Natale, sotto l&#8217;urto di una certa mentalit&agrave;  consumistica rischia di perdere il suo autentico senso &quot;natalizio&quot;. In  effetti, questa usanza si comprende a partire dal fatto che Ges&ugrave; in  persona &egrave; il Dono di Dio all&#8217;umanit&agrave;, di cui i nostri doni in questa  festa vogliono essere riflesso ed espressione. Per tale ragione, &egrave;  quanto mai opportuno privilegiare quei gesti che manifestano solidariet&agrave;  ed accoglienza verso i poveri e i bisognosi. Dinanzi al presepe, lo sguardo si sofferma soprattutto sulla Vergine e  su Giuseppe, che attendono la nascita di Ges&ugrave;. Il Vangelo dell&#8217;odierna  quarta Domenica d&#8217;Avvento, con il racconto dell&#8217;Annunciazione, ci mostra  Maria in ascolto della Parola di Dio e pronta a compierla fedelmente.  Angelus </p>
<p><font color="#CC0000"><strong><u>12.12.2004: </u></strong></font><br />
Si avvicina la festa del Natale e in molti luoghi &egrave; gi&agrave; in  allestimento il presepe, come qui in Piazza San Pietro. Piccolo o  grande, semplice o elaborato, il presepe costituisce una familiare e  quanto mai espressiva rappresentazione del Natale. &Egrave; un elemento della  nostra cultura e dell&rsquo;arte, ma soprattutto un segno di fede in Dio, che a  Betlemme &egrave; venuto &quot;ad abitare in mezzo a noi&quot; (Gv 1,14). Come ogni anno, tra poco benedir&ograve; i Bambinelli, che nella Notte Santa  verranno collocati nei presepi, dove si trovano gi&agrave; san Giuseppe e la  Madonna, silenziosi testimoni d&rsquo;un sublime mistero. Con il loro sguardo  d&rsquo;amore essi ci invitano a vegliare e pregare per accogliere il divino  Salvatore, il quale viene a recare al mondo la gioia del Natale.</font></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>22 ottobre 2011 &#8211; Memoria Liturgica del Beato Giovanni Paolo II</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 09:12:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Catechesi di don Fabio ROSINI in S. Giovanni in Laterano ai giovani. &#160; &#160; &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Catechesi di don Fabio ROSINI in S. Giovanni in Laterano ai giovani.</p>
<p align="center"></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Reliquia del sangue di Giovanni Paolo II</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 06:03:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Rimarr&#224; esposta per la venerazione dei fedeli sino al 18 maggio 2011, la reliquia del sangue del beato Giovanni Paolo II, nella chiesa Santa Maria Immacolata e San Giuseppe Benedetto Labre a via Taranto angolo via Monza a Roma.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="4"><img width="300" vspace="5" hspace="5" height="225" align="left" src="http://lnx.raccoltablog.catechista.it/giovannipaolo/wp-content/uploads/image/Santa_Maria_Immacolata_e_San_Giuseppe_Benedetto_Labre.JPG" alt="" />Rimarr&agrave; esposta per la venerazione dei fedeli sino al 18 maggio 2011, la reliquia del sangue del beato Giovanni Paolo II, nella chiesa Santa Maria Immacolata e San Giuseppe Benedetto Labre a via Taranto angolo via Monza a Roma.</font></p>
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		<title>Giovanni Paolo II &#8220;Un uomo che viveva di Dio&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2011 04:31:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultime notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono queste le parole con cui il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato vaticano, ha definito il nuovo beato della Chiesa cattolica questo luned&#236; mattina, presiedendo sul sagrato della Basilica Vaticana la celebrazione eucaristica di ringraziamento per la beatificazione di Papa Giovanni Paolo II, avvenuta questa domenica. Nella sua omelia, il porporato ha sottolineato che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono queste le parole con cui il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario  di Stato vaticano, ha definito il nuovo beato della Chiesa cattolica  questo luned&igrave; mattina, presiedendo sul sagrato della Basilica Vaticana  la celebrazione eucaristica di ringraziamento per la beatificazione di  Papa Giovanni Paolo II, avvenuta questa domenica. </p>
<p>Nella sua  omelia, il porporato ha sottolineato che la vita di Karol Wojtyła &egrave;  stata segnata da un &ldquo;dialogo di amore tra Cristo e l&rsquo;uomo&rdquo;, che lo ha  condotto &ldquo;non solo al fedele servizio alla Chiesa, ma anche alla  personale totale dedizione a Dio e agli uomini che ha caratterizzato il  suo cammino di santit&agrave;&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Tutti ricordiamo come il giorno dei  funerali ad un certo momento il vento chiuse dolcemente le pagine del  Vangelo posto sulla sua bara&rdquo;, ha osservato. </p>
<p>&ldquo;Da questo Libro  egli scopriva i disegni di Dio per l&rsquo;umanit&agrave;, per se stesso, ma  soprattutto imparava Cristo, il suo volto, il suo amore, che per Karol  era sempre una chiamata alla responsabilit&agrave;. Alla luce del Vangelo  leggeva la storia dell&rsquo;umanit&agrave; e le vicende di ogni uomo e di ogni donna  che il Signore aveva posto sulla sua strada&rdquo;. </p>
<p>&ldquo;Da qui, dall&rsquo;incontro con Cristo nel Vangelo, scaturiva la sua fede&rdquo;.</p>
<p><strong>Vita di preghiera</strong></p>
<p>La  vita di Giovanni Paolo II, ha spiegato il Cardinal Bertone, &ldquo;era una  preghiera continua, costante, una preghiera che abbracciava con amore  ogni singolo abitante del pianeta terra, creato ad immagine e  somiglianza di Dio, e per questo degno di ogni rispetto&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Grazie  alla fede che si esprimeva soprattutto nella preghiera, Giovanni Paolo  II era un autentico difensore della dignit&agrave; di ogni essere umano e non  mero combattente per ideologie politico-sociali&rdquo;, ha aggiunto. </p>
<p>&ldquo;Il suo rapporto con ogni persona &egrave; sintetizzato in quella stupenda frase che scrisse: &#8216;L&rsquo;altro mi appartiene&#8217;&rdquo;.</p>
<p>La  sua preghiera, ha continuato, &ldquo;era anche una costante intercessione per  tutta la famiglia umana, per la Chiesa, per ogni comunit&agrave; di credenti,  in tutta la terra &ndash; forse tanto pi&ugrave; efficace, quanto pi&ugrave; segnata dalla  sofferenza che ha marcato varie fasi della sua esistenza&rdquo;. </p>
<p>&ldquo;Non &egrave;  forse da qui &#8211; dalla preghiera, dalla preghiera legata a tante dolorose  vicende sue e degli altri &#8211; che scaturiva la sua preoccupazione per la  pace nel mondo, per la pacifica convivenza dei popoli e delle Nazioni?&rdquo;,  ha chiesto.<br />
<strong><br />
Riconoscenza</strong></p>
<p>&ldquo;Oggi ringraziamo il  Signore per averci dato un Pastore come Lui. Un Pastore che sapeva  leggere i segni della presenza di Dio nella storia umana, e ne  annunciava poi le grandi opere in tutto il mondo e in tutte le lingue.  Un Pastore che aveva radicato in s&eacute; il senso della missione,  dell&rsquo;impegno ad evangelizzare, ad annunciare la parola di Dio  dappertutto&rdquo;, ha dichiarato il Segretario di Stato vaticano.</p>
<p>&ldquo;Rendiamo  grazie al Signore per averci dato un Testimone come lui, cos&igrave;  credibile, cos&igrave; trasparente, che ci ha insegnato come si debba vivere la  fede e difendere i valori cristiani, a cominciare dalla vita, senza  complessi, senza paure; come si debba testimoniare la fede con coraggio e  coerenza, declinando le Beatitudini nell&rsquo;esperienza quotidiana&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Ringraziamo  il Signore per averci dato un Papa che ha saputo dare alla Chiesa  cattolica non solo una proiezione universale e una autorit&agrave; morale a  livello mondiale&rdquo;, ma anche &ldquo;una visione pi&ugrave; spirituale, pi&ugrave; biblica,  pi&ugrave; centrata sulla parola di Dio&rdquo;. </p>
<p>La Chiesa, ha osservato, &ldquo;ha  saputo rinnovarsi, impostare una &#8216;nuova evangelizzazione&#8217;, intensificare  i rapporti ecumenici e interreligiosi, e ritrovare anche le vie di un  fruttuoso dialogo con le nuove generazioni&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;E infine  ringraziamo il Signore per averci dato un Santo come Lui&rdquo;, ha aggiunto  il Cardinal Bertone. &ldquo;Era un uomo vero perch&eacute; inseparabilmente legato a  Colui che &egrave; la Verit&agrave;. Seguendo Colui che &egrave; la Via, era un uomo sempre  in cammino, sempre proteso verso il bene pi&ugrave; grande per ogni persona,  per la Chiesa e per il mondo e verso la meta che per ogni credente &egrave; la  gloria del Padre. Era un uomo vivo, perch&eacute; colmo della Vita che &egrave;  Cristo, sempre aperto alla sua grazia e a tutti i doni dello Spirito  Santo&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Tutti abbiamo visto come gli &egrave; stato tolto tutto ci&ograve; che  umanamente poteva impressionare: la forza fisica, l&rsquo;espressione del  corpo, la possibilit&agrave; di muoversi, perfino la parola. E allora, pi&ugrave; che  mai, egli ha affidato la sua vita e la sua missione a Cristo, perch&eacute;  solo Cristo pu&ograve; salvare il mondo&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Sapeva che la sua debolezza  corporale faceva vedere ancora pi&ugrave; chiaramente il Cristo che opera nella  storia &ndash; ha concluso &ndash;. E offrendo le sue sofferenze a Lui e alla sua  Chiesa, ha dato a tutti noi un&rsquo;ultima, grande lezione di umanit&agrave; e di  abbandono tra le braccia di Dio.</p>
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		<title>La veglia al Circo Massimo rivela aspetti sconosciuti di Giovanni Paolo II</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 06:03:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Jes&#250;s Colina Le 200.000 persone che hanno partecipato questo sabato sera alla veglia di preparazione alla beatificazione di Giovanni Paolo II hanno scoperto aspetti sconosciuti della sua vita grazie alle testimonianze dei suoi pi&#249; stretti collaboratori. L&#8217;intervento pi&#249; atteso, seguito anche dai canali televisivi di oltre 100 Paesi, &#232; stato per&#242; quello di suor [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><em>di Jes&uacute;s Colina </em>	</p>
<p><img width="300" vspace="5" hspace="5" height="225" align="left" src="http://lnx.raccoltablog.catechista.it/giovannipaolo/wp-content/uploads/image/wojtyla_circomassimo_fi--400x300.jpg" alt="" />Le 200.000 persone che hanno partecipato questo sabato  sera alla veglia di preparazione alla beatificazione di Giovanni Paolo  II hanno scoperto aspetti sconosciuti della sua vita grazie alle  testimonianze dei suoi pi&ugrave; stretti collaboratori.</p>
<p>L&#8217;intervento  pi&ugrave; atteso, seguito anche dai canali televisivi di oltre 100 Paesi, &egrave;  stato per&ograve; quello di suor Marie Simon-Pierre, religiosa delle Maternit&agrave;  Cattoliche, la cui guarigione dal morbo di Parkinson &egrave; stata il fenomeno  scientificamente inspiegabile che ha permesso il riconoscimento della  beatificazione del Pontefice polacco.</p>
<p>&ldquo;Giovanni Paolo II vi sta  guardando dal cielo, e sorride&rdquo;, ha detto la religiosa, che ha riferito  dettagli sulla sofferenza che le aveva provocato la stessa malattia che  affliggeva Papa Wojtyła e ha confessato: &ldquo;Sono colpita dal fatto che la  mia esperienza abbia partecipato alla beatificazione di Giovanni Paolo  II, e di poterlo testimoniare qui&rdquo;.</p>
<p><strong>Navarro-Valls: si confessava tutte le settimane</strong></p>
<p>Joaqu&iacute;n  Navarro-Valls, che &egrave; stato portavoce di Giovanni Paolo II per 21 anni,  ha spiegato che per capire il Papa polacco bisogna comprendere che cos&#8217;&egrave;  la Misericordia Divina: &ldquo;Lui, che aveva quasi riscattato la persona  umana dal pessimismo, pensava in fondo che la cosa di cui veramente  ciascuno ha bisogno &egrave; la Misericordia di Dio&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Forse per questo  cercava questa misericordia di Dio tutte le settimane nella confessione.  Si confessava tutte le settimane perch&eacute; sapeva che noi esseri umani non  possiamo farci belli, buoni e puri da soli. Abbiamo bisogno di questo  aiuto che ci viene da Dio attraverso i sacramenti&rdquo;.</p>
<p>Navarro-Valls  ha ricordato che lo vedeva nella sua cappella privata, in ginocchio,  con dei piccoli biglietti di carta che leggeva e poi pregava per molto  tempo. Erano testi delle numerose lettere delle persone del mondo che  gli scrivevano e che lui portava nella preghiera. &ldquo;Tutti i dolori del  mondo arrivavano a lui, e lui nutriva la sua preghiera dei bisogni di  tutti gli altri. Penso che nella sua preghiera non ci fosse spazio per  nessuna cosa personale&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Per un cristiano, pregare &egrave; un dovere e  anche il risultato di una convinzione; per lui era un bisogno, non  poteva vivere senza pregare&rdquo;, ha aggiunto Navarro-Valls. &ldquo;Vederlo  pregare era vedere una persona che sta in conversazione con Dio&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Devo  dire che in quella giornata, di cui tutti ci ricordiamo, del &#8216;Santo  subito&#8217; ho pensato: peccato che arrivino in ritardo, perch&eacute; i santi o lo  sono mentre sono vivi o non lo saranno mai. Io penso che la Chiesa non  fa i santi, la Chiesa semplicemente riconosce, conferma che la vita di  quella persona era la vita di una persona santa&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Grazie Giovanni Paolo II per quel capolavoro che con l&#8217;aiuto di Dio hai fatto nella tua vita&rdquo;, ha concluso.<br />
<strong><br />
Il suo segretario: le due volte che si &egrave; irritato</strong></p>
<p>E&#8217;  poi toccato al Cardinale Stanislaw Dziwisz, Arcivescovo di Cracovia,  segretario personale di Karol Wojtyła per pi&ugrave; di 40 anni. Il porporato  ha preso la parola per ricordare che i due amori della vita del  Pontefice sono stati &ldquo;Dio (Ges&ugrave; Cristo) e l&#8217;uomo, soprattutto i  giovani&rdquo;. </p>
<p>Il loro primo incontro risale al 1957, quando Wojtyła  era il suo docente: &ldquo;Le sue lezioni erano molto interessanti, ma ci&ograve; che  ci toccava molto era che dopo la lezione, durante l&#8217;intervallo, andava  sempre in cappella per pregare e lo guardavamo da lontano, raccolto  davanti al tabernacolo in ginocchio. E quando dopo tornava per la  seconda lezione, avevamo l&#8217;impressione che si fosse incontrato con  Qualcuno, con il Signore&rdquo;. </p>
<p>&ldquo;Per noi giovani studenti era una  cosa molto toccante questa immagine di questo giovane sacerdote cos&igrave;  preso dal Signore. E cos&igrave; &egrave; stato per tutta la sua vita: immerso nel  Signore. Con gli anni, con il pontificato, questa preghiera si &egrave; aperta a  tutto il mondo, &egrave; diventato pi&ugrave; maturo, ma ha sempre sviluppato questo  fuoco che portava dentro, questo amore verso l&#8217;uomo e verso il Signore&rdquo;.</p>
<p>Il Cardinale ha poi rivelato le due occasioni in cui ha visto Giovanni Paolo II &ldquo;veramente arrabbiato, ma c&#8217;era un motivo&rdquo;. </p>
<p>&ldquo;Ad Agrigento, ha alzato la voce contro la mafia e ci siamo spaventati tutti&rdquo;, ha ricordato. </p>
<p>&ldquo;E  l&#8217;altra volta &egrave; stata durante l&#8217;Angelus, prima della guerra in Iraq. Ha  detto con forza: non la guerra, la guerra non risolve niente, ma la  pace. Io ho vissuto la guerra. So cos&#8217;&egrave; la guerra&rdquo;. </p>
<p>&ldquo;Ha mandato  un Cardinale a Washington e un altro a Baghdad per dire &#8216;Non cercate di  risolvere i problemi con la guerra&#8217;. E ha avuto ragione. La guerra  ancora esiste e non ha risolto niente&rdquo;.</p>
<p>Il Cardinale Dziwisz ha  poi confessato la grande soddisfazione della sua vita: all&#8217;inizio lo  chiamavano &ldquo;il Papa polacco&rdquo;, ma dopo tutti lo hanno chiamato &ldquo;il nostro  Papa&rdquo;, anche molti non cristiani. &ldquo;Ma da domani lo chiameremo &#8216;Giovanni  Paolo II beato&#8217;&rdquo;, ha aggiunto. </p>
<p>Ha quindi parlato della &ldquo;grande  amicizia rimasta fino alla morte&rdquo; con il Presidente Sandro Pertini, una  delle personalit&agrave; di primo piano della Resistenza italiana, che al  termine della sua vita arriv&ograve; a confessare che aver conosciuto Giovanni  Paolo II gli aveva in qualche modo salvato l&#8217;anima. </p>
<p>Dopo  l&#8217;attentato in Piazza San Pietro, Pertini si rec&ograve; in ospedale e rimase  l&igrave; finch&eacute; Giovanni Paolo II non si risvegli&ograve; dopo l&#8217;intervento  chirurgico. E quanto Pertini era malato in ospedale e tutti  sconsigliavano al Papa di andare a trovarlo, Wojtyła disse: &ldquo;Lui &egrave; stato  fedele a me quando ero in ospedale, e adesso, anche se non posso  parlare con lui, star&ograve; con lui e pregher&ograve; per lui&rdquo;.</p>
<p>Anche se  Pertini milit&ograve; nel Partito Socialista Italiano e nel 1921 fu tra i  delegati al Congresso socialista di Livorno che sanc&igrave; la scissione del  partito e la nascita del Partito Comunista d&#8217;Italia, &ldquo;io posso qui  testimoniare &ndash; ha continuato il porporato &ndash; che tante volte mi ha detto:  &#8216;Stanislao, io sono cristiano&#8217;&rdquo;.</p>
<p>Si &egrave; cos&igrave; conclusa la prima  parte della veglia, chiamata &ldquo;Celebrazione della Memoria&rdquo;. La seconda &egrave;  diventata un Rosario mondiale, che ha unito in ciascuno dei cinque  misteri luminosi Roma con grandi santuari di vari continenti.</p>
<p>Da  Łagiewniki, a Cracovia, si &egrave; pregato per i giovani, da Kawekamo-Bugando  (Tanzania) per la famiglia, da Nostra Signora del Libano-Harissa per  l&#8217;evangelizzazione, dalla Basilica di Nostra Signora di Guadalupe, in  Messico, per la pace tra le Nazioni, da Fatima per la Chiesa.</p>
<p>L&#8217;atto  si &egrave; concluso verso le 22.30 con la preghiera finale e la benedizione  che Papa Benedetto XVI ha impartito dal Palazzo Apostolico Vaticano  grazie al collegamento televisivo.</p></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;ultimo giorno di Giovanni Paolo II</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 22:04:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultime notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[&#171;Mi chiamarono in tarda mattinata. Correvo, avevo paura di non arrivare in tempo. Invece lui mi ha aspettata. &#34;Buongiorno Santit&#224;, oggi c&#8217;&#232; il sole&#34; gli dissi subito, perch&#233; era la notizia che in ospedale lo rallegrava&#187;. Cos&#236; Rita Megliorin, ex caposala del reparto di rianimazione al Policlinico Gemelli ricorda la mattina del 2 aprile quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Mi chiamarono in tarda  mattinata. Correvo, avevo paura di non arrivare in tempo. Invece lui mi  ha aspettata. &quot;Buongiorno Santit&agrave;, oggi c&#8217;&egrave; il sole&quot; gli dissi subito,  perch&eacute; era la notizia che in ospedale lo rallegrava&raquo;. Cos&igrave; Rita  Megliorin, ex caposala del reparto di rianimazione al Policlinico  Gemelli ricorda la mattina del 2 aprile quando fu chiamata  nell&#8217;appartamento pontificio, al capezzale di Giovanni Paolo II, il Papa  morente.</p>
<p>&laquo;Non pensavo mi riconoscesse. Lui mi ha guardato. Non  con quello sguardo indagatore che usava per capire subito come andava la  sua salute. Era uno sguardo dolce, che mi ha sfiorato&raquo;, aggiunge la  donna. &laquo;Ho sentito il bisogno di appoggiare la testa sulla sua mano, mi  sono permessa il lusso di prendermi la sua ultima carezza adagiando la  sua mano priva di forza sul mio viso mentre lui aveva preso a fissare il  quadro del Cristo sofferente che era appeso al muro di fronte al suo  letto&raquo;. Intanto, sentendo arrivare dalla piazza i canti, le preghiere,  le acclamazioni dei giovani che si facevano sempre pi&ugrave; forti, la donna  chiese al cardinale Dziwisz, se quelle voci non importunassero per caso  il Papa. &laquo;Ma lui, portandomi alla finestra, mi disse: &ldquo;Rita, quelli sono  i figli venuti a salutare il padre&rdquo;&raquo;.</p>
<p>Conosciutisi nel gennaio  del 2005, quando le condizioni di salute di Wojtyla si erano aggravate,  la Megliorin racconta che in quei giorni di inizio anno, arrivando in  ospedale per prendere servizio e ignorando che il Papa fosse stato  ricoverato, le fu detto di affrettarsi, di andare al decimo piano perch&eacute;  c&#8217;era l&igrave; &laquo;un ospite di riguardo&raquo;. &laquo;Pensate &#8211; dice la donna &#8211; ad un  luogo dove non esiste lo spazio e dove non esiste il tempo, e pensate  solo a tanta luce&raquo;. La stessa luce che ha accompagnato le giornate del  Pontefice. </p>
<p>&laquo;In quei mesi, ogni mattina entravo nella sua stanza  trovandolo gi&agrave; sveglio perch&eacute; dalle dalle 3 lui gi&agrave; pregava. Io aprivo  le tapparelle e rivolgendomi a lui dicevo &quot;Buongiorno Santit&agrave;, oggi c&#8217;&egrave;  il sole&quot;. Mi avvicinavo e lui mi benediceva. Inginocchiandomi, lui mi  accarezzava il viso&raquo;. Era, questo, il rituale che dava avvio alle  giornate di Wojtyla. &laquo;Per il resto io ero una infermiera inflessibile e  lui, un malato inflessibile. Voleva essere messo al corrente di tutto,  della malattia, della sua gravit&agrave;. Se non capiva, mi guardava come a  chiedere di spiegargli meglio&raquo;.</p>
<p>&laquo;Non ha mai smesso di studiare i  problemi dell&#8217;uomo. Ricordo i libri di genetica, ad esempio, che lui  consultava e studiava con attenzione, anche in quelle sue condizioni&raquo;.  Quel non volersi arrendere, quel voler vivere la grazia della vita  ricevuta: &laquo;Ogni giorno ci dicevamo che &quot;ogni problema ha una  soluzione&quot;&raquo;. E il Papa lo diceva anche, e soprattutto, alle persone che  incontrava, per le quali lui provava un amore paterno. &laquo;E come ogni  padre aveva una predilezione per quelli pi&ugrave; deboli. Ad esempio alla Gmg  di Tor Vergata, a Roma, lui salut&ograve; i ragazzi che erano in fondo,  considerando che non avessero potuto vedere granch&eacute;. Anche in ospedale,  si intratteneva con i pi&ugrave; umili e non con i grandi professori, chiedeva  delle loro famiglie, se avessero dei bambini a casa&raquo;.</p>
<p>Rievocando  invece gli ultimi ricoveri, la ex caposala aggiunge: &laquo;Il Papa ha vissuto  i momenti forse pi&ugrave; difficili al Policlinico&raquo;, ma &laquo;assistere i malati &egrave;  un dono, almeno per colui che crede in Dio. E comunque, anche per  coloro che non hanno fede &egrave; un&#8217;esperienza unica&raquo;. Per chi comprende  appieno il senso di ci&ograve; che intende la Megliorin, risultano allora  stridenti le domande di tanti giornalisti, arrivati alla Pontificia  universit&agrave; della Santa Croce per ascoltare, in un incontro con i media,  la testimonianza dell&#8217;infermiera. </p>
<p>C&#8217;&egrave; chi chiede se un certo tal  film sulla vita di Wojtyla corrisponda al vero, l&agrave; dove la pellicola  racconta di spasmi che il Papa avrebbe avuto prima di morire. Domande  stridenti, s&igrave;, e anche inopportune se non fossero di dubbio gusto. E  infatti l&#8217;infermiera chiede quante siano le persone nella sala che hanno  assistito alla perdita di un genitore tra le proprie braccia: &laquo;Non  posso rispondere &ndash; spiega con ritrosia -. Chi non l&#8217;ha vissuto non pu&ograve;  capire&raquo;.</p>
<p>Allora, &laquo;la morte &egrave; stata un sollievo?&raquo;, insiste qualcun  altro. &laquo;La morte non &egrave; mai un sollievo &ndash; replica la donna -. Da  infermiera, dico solo che c&#8217;&egrave; un limite nella cura, oltre il quale essa  diventa accanimento terapeutico&raquo;. La morbosit&agrave; di sapere se Wojtyla  soffocasse o deglutisse, se avesse la forza di mangiare, bere o  respirare, tutto questo &egrave; violare l&#8217;intimit&agrave; di un corpo, la sacralit&agrave;  di una vita che non &egrave; pi&ugrave;. Il pensiero ricorre alle parole di Wojtyla,  lui che invece ha &laquo;restituito dignit&agrave; al malato&raquo;, ricorda la Megliorin. </p>
<p>Nella  lettera apostolica &quot;Salvifici doloris&quot; del 1984, Giovanni Paolo II  scrive che il dolore &laquo;&egrave; un tema universale che accompagna l&#8217;uomo ad ogni  grado della longitudine e della latitudine geografica: esso, in un  certo senso, coesiste con lui nel mondo&raquo;. Eppure, scrive ancora il Papa,  &laquo;la sofferenza sembra appartenere alla trascendenza dell&#8217;uomo: essa &egrave;  uno di quei punti, nei quali l&#8217;uomo viene in un certo senso &quot;destinato&quot; a  superare se stesso, e viene a ci&ograve; chiamato in modo misterioso&raquo;.</p>
<p>Giovanni  Paolo II &laquo;nel momento ultimo della sua vita terrena &ndash; conclude Rita  Megliorin &ndash; ha riscattato la sua croce, facendosi carico non solo della  propria ma di quella di tutti i sofferenti. L&#8217;ha fatto con la gioia che  nasce dalla speranza di credere in un domani migliore. Anzi, per lui  penso fosse gi&agrave; la speranza in un oggi migliore&raquo;.</p>
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		<title>CENTRO GIOVANILE GIOVANNI PAOLO II</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 08:58:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Carissimi, siamo arrivati ad una tappa importante nel nostro cammino verso la beatificazione di Giovanni Paolo II. Gioved&#236; 7 aprile, dalle ore 21:00, il GP2 ospiter&#224; monsignor Slawomir Oder, postulatore della causa di beatificazione di Karol Wojtyla. Ci racconter&#224; la sua esperienza al fianco di Wojtyla con l&#8217;aiuto di Aldo Maria Valli, scrittore e vaticanista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="3" face="Times New Roman" color="black"><span style="font-size: 12pt;">Carissimi,<br />
siamo arrivati ad una tappa importante nel nostro cammino verso la beatificazione di Giovanni Paolo II. <strong><span style="font-weight: bold;">Gioved&igrave; 7 aprile, dalle ore 21:00</span></strong>, il GP2 ospiter&agrave; monsignor <strong><span style="font-weight: bold;">Slawomir Oder</span></strong>,  postulatore della causa di beatificazione di Karol Wojtyla. Ci  racconter&agrave; la sua esperienza al fianco di Wojtyla con l&#8217;aiuto di Aldo  Maria Valli, scrittore e vaticanista del TG1. <strong><span style="font-weight: bold;">Sabato 9 aprile</span></strong> aprir&agrave; inoltre nella cripta della basilica di San Carlo, il suggestivo spazio espositivo del GP2, la <strong><span style="font-weight: bold;">mostra fotografica</span></strong> dedicata a Giovanni Paolo II.</p>
<p>In questo periodo cos&igrave; particolare ed importante per il nostro Centro  Giovanile, vi chiamiamo a vivere la storia del GP2 da protagonisti. La  zona bar, come i nostri pi&ugrave; affezionati amici gi&agrave; sanno, &egrave; aperta ai  soli soci tesserati ACLI. Da questa settimana,  nei giorni di apertura del Centro, chi ancora non &egrave; socio potr&agrave;  compilare il modulo di iscrizione dalle 19 alle 20:40 Dalle 21 in poi, la zona bar aprir&agrave;, e sar&agrave; accessibile ai soli tesserati. La  tessera, lo ricordiamo, &egrave; completamente gratuita. In allegato trovate un  form di pre-iscrizione, da compliare e spedire  a <a target="_blank" href="mailto:info@gpdue.it">info@gpdue.it</a>.  Compilando questomodulo ci aiuterete a rendere il vostro tesseramento  molto pi&ugrave; rapido! <img src='http://lnx.raccoltablog.catechista.it/giovannipaolo/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Qualsiasi informazione sulle ACLI, sullo statuto  delle ACLI e sul tesseramento le potete trovare sul sito <a target="_blank" href="http://www.acli.it/">www.acli.it</a>.</p>
<p>Sar&agrave; una settimana ricca di eventi, dedicata al &quot;Papa dei giovani&quot;, fra  musica, arte e parole. Ecco tutti gli appuntamenti da segnare in agenda!</p>
<p>GIOVEDI&#8217; 7 APRILE, ORE 21:00<br />
<strong><span style="font-weight: bold;">VI RACCONTO IL &quot;MIO&quot; KAROL WOJTYLA &#8211; INCONTRO CON SLAWOMIR ODER</span></strong><br />
Mons. Slawomir Oder, postulatore della causa di beatificazione di  Giovanni Paolo II racconta, insieme al vaticanista del TG1 Aldo Maria  Valli, la sua esperienza da testimone d&rsquo;eccezione del pontificato.</p>
<p>VENERDI&#8217; 8 APRILE, ORE 21:00<br />
<strong><span style="font-weight: bold;">DIO, SE CI SEI&#8230; I CANTAUTORI,  LA MUSICA E LA FEDE &#8211; INCONTRO CON DON PINO FANELLI</span></strong><br />
La chiamano musica &quot;leggera&quot;, ma i cantautori italiani non poche volte  hanno puntato davvero &quot;in alto&quot;. Don Pino Fanelli, sacerdote e  musicista, ci conduce in un viaggio unico tra le canzoni che parlano di  Dio e del confronto con Dio.</p>
<p>SABATO 9 APRILE, ORE 21:00<br />
<strong><span style="font-weight: bold;">INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA FOTOGRAFICA DEDICATA A GIOVANNI PAOLO II</span></strong><br />
Le immagini pi&ugrave; belle del Papa dei giovani, in esposizione al GP2, nella  splendida cripta della Basilica di San Carlo. Fotografie per raccontare  il pontefice che il primo maggio sar&agrave; proclamato beato da Benedetto  XVI. L&#8217;inaugurazione sar&agrave; allietata dalla musica  del giovane e talentuoso cantautore salentino Nicco Verrienti, un  ritorno a grande richiesta al GP2! <img src='http://lnx.raccoltablog.catechista.it/giovannipaolo/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Vi ricordiamo che il&nbsp; Centro Giovanile Giovanni Paolo II &egrave; aperto dal  gioved&igrave; alla domenica, dalle ore 19:00 alle ore 24:00. L&#8217;ingresso del  centro &egrave; in Vicolo del Grottino 3b. (A 400 metri dalla fermata della Metro A Spagna). Vi ricordiamo anche ila  nostra pagina Facebook: &quot;Centro Giovanile Giovanni Paolo II&quot;</p>
<p>Vi aspettiamo al GP2!</p>
<p>Centro Giovanile Giovanni Paolo II<br />
Vicolo del Grottino 3b<br />
Tel. 0668301346<br />
<a target="_blank" href="http://www.gpdue.it/">www.gpdue.it</a></span></font></p>
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		<title>Nessuna corsia preferenziale per Giovanni Paolo II</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 06:05:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Parla mons. Slawomir Oder, postulatore della causa del Papa polacco ROMA, mercoled&#236;, 6 aprile 2011 (ZENIT.org).- La causa di beatificazione di Karol Wojtyla ha seguito il normale iter richiesto da un processo canonico di questo tipo. Il solo strappo alla regola &#232; stata la dispensa concessa da Benedetto XVI dall&#8217;attesa di cinque anni per l&#8217;avvio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div>Parla mons. Slawomir Oder, postulatore della causa del Papa polacco</div>
</p>
<p>ROMA, mercoled&igrave;, 6 aprile 2011 	(ZENIT.org).- La causa di  beatificazione di Karol Wojtyla ha seguito 	il normale iter richiesto da  un processo canonico di questo tipo. Il 	solo strappo alla regola &egrave;  stata la dispensa concessa da Benedetto 	XVI dall&rsquo;attesa di cinque anni  per l&rsquo;avvio della causa.</p>
<p>Questo perch&eacute; il miracolo che ha  spalancato le porte alla 	beatificazione del Papa polacco, che si terr&agrave;  il 1&deg; maggio 	prossimo, &egrave; avvenuto a pochi mesi dalla sua morte.</p>
<p>A  spiegarlo, in questa intervista a ZENIT, &egrave; mons. Slawomir 	Oder,  postulatore della causa di beatificazione di Giovanni Paolo 	II, che ha  descritto l&#8217;iter processuale come una &ldquo;bellissima 	avventura&rdquo; personale.</p>
<p><strong>In  che modo lei, come sacerdote, ha vissuto questo processo? &Egrave; stata una  croce, una gioia, l&#8217;ha trasformata, che cosa &egrave; successo?</strong></p>
<p>Mons.  Oder: Nella prospettiva della Pasqua, la croce &egrave; sempre il preludio  della gioia. E dall&rsquo;altra parte non c&rsquo;&egrave; vera gioia, come ci insegna la  trasfigurazione di Ges&ugrave;, senza il passaggio attraverso la croce.  L&rsquo;incarico che mi era stato affidato aveva i suoi aspetti pasquali, se  non altro perch&eacute; si &egrave; sovrapposto a un lavoro che svolgo ordinariamente  come vicario giudiziale e all&rsquo;attivit&agrave; pastorale che porto avanti come  rettore di una chiesa romana. Perci&ograve;, si sono aggiunte tante cose che in  questi cinque anni hanno riempito la mia giornata. E poi senz&#8217;altro,  anche il processo stesso, presentava alcuni elementi che imponevano un  grosso sforzo, un grande coinvolgimento, anche a livello emotivo. Perci&ograve;  i momenti di difficolt&agrave; non sono mancati.</p>
<p><strong>Tutti danno per  scontato che Giovanni Paolo II sia un santo, e quindi sembra tutto un  po&rsquo; scontato&#8230;&ldquo;santo subito&rdquo;, ecc. quindi il processo di canonizzazione  sembrava quasi una passeggiata. Il Papa per&ograve; ha invitato a seguire  l&#8217;iter normale del processo canonico. Per&ograve; &egrave; stato anche detto che c&rsquo;&egrave;  stata una sorta di corsia preferenziale e che si &egrave; spinto un po&#8217;  sull&#8217;acceleratore. Si &egrave; trattato quindi di un processo normale oppure  no?</strong></p>
<p>Mons. Oder: Assolutamente, s&igrave;. L&rsquo;unica dispensa che &egrave;  stata ottenuta in questo processo &egrave; la dispensa dai cinque anni di  attesa per l&rsquo;apertura del processo. Ma il processo stesso si &egrave; svolto,  assolutamente, in piena osservanza delle norme canoniche. Con tutti i  criteri che ci sono stati negli altri processi canonici. Perci&ograve;, non c&#8217;&egrave;  stata una vera dispensa, una via preferenziale, in questo senso.  Invece, quello che possiamo dire &egrave; che la prassi della Congregazione &egrave;  quella di portare avanti le cause che oltre alla eroicit&agrave; delle virt&ugrave;  hanno gi&agrave; un miracolo, che sono due processi diversi. Normalmente nella  Congregazione, il processo avviene in questo modo: si svolge l&#8217;inchiesta  diocesana, la documentazione viene trasmessa alla Congregazione delle  cause dei santi, dove viene preparata la <em>positio, </em>per poi essere sottoposta alla discussione dei teologi e dei cardinali. E la <em>positio </em>aspetta perch&eacute; appunto ci vuole il miracolo.</p>
<p>La <em>positio</em>  &egrave; stata portata avanti e immediatamente sottoposta alla discussione dei  teologi e dei cardinali perch&eacute; il miracolo che doveva accreditare la  causa &egrave; avvenuto molto presto, e il processo sul miracolo &egrave; stato  depositato presso la Congregazione delle cause dei santi il giorno prima  del processo sulle virt&ugrave; e questo in qualche modo ha subito spianato la  possibilit&agrave; di andare avanti.</p>
<p><strong>Quanto tempo &egrave; passato dalla morte di Giovanni Paolo II fino alla presentazione del miracolo?</strong></p>
<p>Mons. Oder: Il miracolo, riconosciuto come tale, &egrave; avvenuto a luglio dello stesso anno.</p>
<p><strong>E dopo quanto tempo &egrave; stato riconosciuto?</strong></p>
<p>Mons.  Oder: Noi abbiamo concluso il processo nel 2007, e quello sul miracolo &egrave;  stato presentato un giorno prima della chiusura dell&#8217;inchiesta  diocesana sulle virt&ugrave;. Perci&ograve; siamo a giugno del 2007.</p>
<p><strong>Sono stati presentati altri miracoli?</strong></p>
<p>Mons.  Oder: Ci sono state tante grazie e anche presunti miracoli. Di questi  alcuni sono stati approfonditi, perch&eacute; &egrave; la prassi. Perch&eacute; prima di  compiere uno studio sul miracolo, si fa uno studio previo che in qualche  modo d&agrave; la garanzia sul processo stesso. In alcuni casi abbiamo fatto  degli approfondimenti e comunque le premesse erano buone. Non sono stati  avviati solo perch&eacute; era in gi&agrave; corso il processo sul miracolo che era  stato scelto.</p>
<p><strong>Ci pu&ograve; dire in quali Paesi sono avvenute queste grazie?</strong></p>
<p>Mons. Oder: Si sono verificate in Francia, negli Stati Uniti, in Germania e in Italia.</p>
<p><strong>Poi c&rsquo;&egrave; stata tutta una discussione mediatica in merito&#8230;</strong></p>
<p>Mons. Oder: Su questa cosa &egrave; difficile discutere, poich&eacute; c&#8217;&egrave; stata tutta una montatura mediatica.</p>
<p><strong>E&#8217; stato necessario un ulteriore approfondimento medico?</strong></p>
<p>Mons.  Oder: E&#8217; un fatto normale che nei processi sul miracolo venga svolta  un&rsquo;indagine e che il materiale venga poi sottoposto allo studio dei  medici ed &egrave; ovvio che un medico possa chiedere qualche nuova  delucidazione, qualche documento, qualche analisi suppletiva. E&#8217;  normalissimo. Sono state compiute tutte le indagini considerate  opportune dai medici coinvolti nel processo.</p>
<p><strong>Quindi non c&rsquo;&egrave; stata proprio ombra di dubbio?</strong></p>
<p>Mons.  Oder: Lei mi pone delle domande a cui non posso rispondere, perch&eacute; sono  coperto dal segreto processuale e perch&eacute; non ne sono a conoscenza.  Questi particolari sono di competenza dei medici.</p>
<p><strong>Ha scoperto  delle cose che non conoscenva di Giovanni Paolo II? Un aspetto privato  che lo rende diverso dalla sua immagine pubblica?</strong></p>
<p>Mons.  Oder: Ho gi&agrave; avuto l&#8217;opportunit&agrave; di dire questa cosa. E&rsquo; chiaro che il  processo &egrave; stata una bellissima avventura, perch&eacute; non si conosce mai una  persona fino in fondo. Ed &egrave; chiaro, perci&ograve;, che tanti aspetti  riguardavano i particolari della sua vita, le attivit&agrave; e i contatti con  le persone che aveva. Per&ograve; direi che &egrave; una avventura che potrebbe  riguardare ciascuna persona, che &egrave; un mondo in s&eacute;. Invece per quanto  riguarda quello che &egrave; emerso nel contesto del processo di  beatificazione, non ci sono delle cose strepitose. Nel senso che  effettivamente Wojtyla era cos&igrave; come l&rsquo;abbiamo conosciuto in pubblico.  Perci&ograve; non c&rsquo;era uno sdoppiamento, ma una perfetta trasparenza del  personaggio. Sicuramente il processo ha messo in luce tanti aspetti.</p>
<p><strong>Qualche aspetto che non conosceva e che l&#8217;ha colpita? </strong></p>
<p>Mons.  Oder: La cosa che mi ha stupito, a parte l&rsquo;aspetto pi&ugrave; importante, &egrave; la  scoperta che la sorgente, l&rsquo;origine di questa attivit&agrave; straordinaria,  di questa generosit&agrave; nell&#8217;agire, della profondit&agrave; del suo pensiero &egrave; il  rapporto con Cristo. E&#8217; venuto fuori sicuramente un uomo mistico. Un  mistico nel senso che era un uomo che viveva la presenza di Dio, che si  lasciava guidare dallo Spirito Santo, che era in dialogo costante con il  Signore e che ha impostato tutta la sua vita attorno alla domanda: &ldquo;Mi  ami tu?&rdquo;. Cos&igrave; che la sua vita &egrave; stata la risposta a questa domanda  essenziale del Signore. Perci&ograve;, penso che questo aspetto sia il tesoro  pi&ugrave; grande del processo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ciò che bisogna sapere sull&#8217;organizzazione dell&#8217;evento</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 07:04:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CITTA&#8217; DEL VATICANO, marted&#236;, 5 aprile 2011 (ZENIT.org).- A Roma &#232; tutto pronto e c&#8217;&#232; ancora posto per i pellegrini che vorranno assistere alla cerimonia di beatificazione di Giovanni Paolo II. C&#8217;&#232; disponibilit&#224; non solo negli hotel, ma anche negli istituti religiosi. Per i giovani ci saranno poi un campo con tende installato nelle vicinanze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CITTA&#8217; DEL VATICANO, marted&igrave;, 5 aprile 2011 (ZENIT.org).- A Roma &egrave;  tutto pronto e c&#8217;&egrave; ancora posto per i pellegrini che vorranno assistere  alla cerimonia di beatificazione di Giovanni Paolo II. C&#8217;&egrave; disponibilit&agrave;  non solo negli hotel, ma anche negli istituti religiosi.	</p>
<p>Per i  giovani ci saranno poi un campo con tende installato nelle vicinanze  dell&#8217;aeroporto di Fiumicino e una serie di servizi che aiuteranno i  pellegrini.</p>
<p>Le informazioni sono state fornite questo marted&igrave;  nella Sala Stampa del Vaticano durante un incontro al quale sono  intervenuti il Cardinale Agostino Vallini, vicario generale di Sua  Santit&agrave; per la Diocesi di Roma; padre Federico Lombardi, S.I., direttore  della &ldquo;Radio Vaticana&rdquo; e della Sala Stampa della Santa Sede; padre  Caesar Atuire, amministratore delegato dell&#8217;Opera Romana Pellegrinaggi;  monsignor Marco Frisina, direttore dell&#8217;Ufficio Liturgia del Vicariato  di Roma; padre Walter Insero, responsabile dell&#8217;Ufficio Comunicazione  del Vicariato di Roma.</p>
<p>Anche se la conferenza ha affrontato  soprattutto aspetti pratici, il Cardinal Vallini ha voluto ricordare la  dimensione spirituale dell&#8217;evento. &ldquo;I santi sono il Vangelo incarnato&rdquo;,  ha affermato.</p>
<p>Giovanni Paolo II, ha aggiunto, &ldquo;ha dimostrato di  aver centrato la sua fede in Dio&rdquo;. &ldquo;Ha parlato molto con il suo silenzio  e ci ha insegnato a morire e quindi a vivere in un momento nel quale si  &egrave; acceso un dibattito in Italia sul fine vita&rdquo;.</p>
<p><strong>Tre celebrazioni</strong></p>
<p>Sabato  30 aprile ci sar&agrave; la veglia di preghiera al Circo Massimo, &ldquo;con un tono  molto universale ma molto romano&rdquo; e alla quale &ldquo;tutti possono  intervenire&rdquo;, ha spiegato il Cardinale. </p>
<p>&ldquo;All&rsquo;inizio dell&rsquo;evento  sar&agrave; intronizzata l&rsquo;immagine di Maria Salus Populi Romani, accompagnata  dai rappresentanti di tutte le parrocchie e cappellanie diocesane&rdquo;.</p>
<p>Alla  veglia, ha sottolineato, parteciperanno testimoni come il Cardinale  Stanislaw Dziwisz, segretario privato del Pontefice per 27 anni, l&#8217;ex  portavoce vaticano, Joaqu&iacute;n Navarro Valls, e suor Marie Simon Pierre,  che ha ottenuto la guarigione miracolosa dal morbo di Parkinson  utilizzata nella causa di beatificazione di Giovanni Paolo II.</p>
<p>Seguiranno  alcuni brevi filmati sul Papa in diversi momenti significativi del suo  pontificato. Al termine sar&agrave; cantato il &ldquo;Totus tuus&rdquo; composto per il 50&deg;  dell&rsquo;ordinazione sacerdotale di Giovanni Paolo II.</p>
<p>Nella seconda  parte, il Cardinal Vallini presenter&agrave; in sintesi la personalit&agrave;  spirituale e pastorale del Beato e si reciteranno i misteri luminosi del  S. Rosario, introdotti proprio da Giovanni Paolo II. Il tutto avverr&agrave;  in collegamento video in simultanea con 5 santuari mariani in tutto il  mondo. </p>
<p>Saranno il santuario di Łagniewniki (Cracovia, Polonia),  che presenter&agrave; come intenzione della preghiera i giovani; il santuario  de Kawekamo &#8211; Bugando (Tanzania), che presenter&agrave; come intenzione la  famiglia; il santuario di Notre Dame du Lebanon &#8211; Harissa (Libano), che  presenter&agrave; come intenzione l&#8217;evangelizzazione; la basilica di Nostra  Signora di Guadalupe (Citt&agrave; del Messico), che pregher&agrave; per la speranza e  la pace dei popoli; il santuario di Fatima (Portogallo), che proporr&agrave;  come intenzione la Chiesa.</p>
<p>&ldquo;Nella parte finale &ndash; ha indicato il  Cardinal Vallini &#8211; avremo la gioia di avere la presenza del S. Padre,  che in collegamento dal Palazzo Apostolico reciter&agrave; l&rsquo;orazione finale e  impartir&agrave; la Benedizione Apostolica a tutti i partecipanti&rdquo;.</p>
<p>Monsignor  Frisina ha aggiunto che &ldquo;quella notte saranno aperte 8 chiese del  centro storico nel tragitto dal Circo Massimo a San Pietro, in una notte  bianca delle chiese&rdquo;.</p>
<p><strong>Messa di beatificazione</strong></p>
<p>La  domenica dell&#8217;Ottava di Pasqua o della Divina Misericordia, alle 10.00  in Piazza San Pietro, si celebrer&agrave; la liturgia. Dalle 9.00 si realizzer&agrave;  un&#8217;ora di preghiera con la corona della Divina Misericordia, devozione  introdotta da Santa Faustina Kowalska, ha indicato il Cardinal Vallini.&nbsp;  Nella Messa &ldquo;il Papa pronuncer&agrave; la formula di beatificazione e si  scoprir&agrave; l&rsquo;arazzo che raffigura il nuovo beato&rdquo;.</p>
<p>La Comunione sar&agrave; distribuita in Piazza San Pietro da 500 sacerdoti, e altri 300 la distribuiranno in Via della Conciliazione.</p>
<p>Anche  nelle chiese collegate con maxischermi sar&agrave; possibile fare la Comunione  in questo momento. In Via della Conciliazione e nelle zone adiacenti ci  saranno 14 maxischermi.</p>
<p>L&rsquo;inno che verr&agrave; intonato inizia con le parole &ldquo;Aprite le porte a Cristo, non abbiate paura&rdquo;, ed &egrave; disponibile sul sito <a target="_blank" href="http://www.corodiroma.com/">www.corodiroma.com</a>. </p>
<p>Dopo  la Messa si aprir&agrave; la Basilica di San Pietro, e sull&#8217;Altare della  Confessione ci sar&agrave; la bara chiusa contenente il corpo di Giovanni Paolo  II, che sar&agrave; venerata prima dal Papa e dai Cardinali. Ci sar&agrave; poi il  flusso dei fedeli e dei pellegrini, fino a che la fila non sar&agrave;  terminata.</p>
<p>Il terzo evento avr&agrave; luogo luned&igrave; 2 maggio. Alle 10.30  inizier&agrave; la Messa di rendimento di grazie presieduta dal Cardinale  Tarcisio Bertone, Segretario di Stato. Sar&agrave; la prima Messa celebrata in  onore del nuovo beato.</p>
<p><strong>Il finanziamento</strong></p>
<p>Il Cardinal  Vallini ha voluto ricordare che l&#8217;erario non dovr&agrave; pagare l&#8217;evento.  &ldquo;Vogliamo rispettare il momento difficile che vivono le famiglie  italiane. Sappiamo dalle parrocchie e dalla Caritas che i cittadini sono  in difficolt&agrave;, quindi non abbiamo voluto pesare sulle casse pubbliche&rdquo;,  ha spiegato. &ldquo;Il finanziamento si far&agrave; con l&rsquo;aiuto delle istituzioni,  banche, ecc. e con un sforzo da parte nostra&rdquo;.</p>
<p>Rispondendo un  domanda, padre Atuire ha indicato che &ldquo;&egrave; stato creato anche un comitato  sull&rsquo;eticit&agrave; delle donazioni che si ricevono&rdquo;, anche se &ldquo;oggi &egrave;  difficile trovare un&#8217;azienda sulla cui eticit&agrave; tutti siano d&rsquo;accordo&rdquo;.</p>
<p>Il  sacerdote ha osservato che nella web dell&#8217;evento le informazioni sono  disponibili in cinque lingue, e ha ribadito che &ldquo;il JPII pass non &egrave; un  biglietto di ingresso alle celebrazione. E&#8217; invece una serie di servizi,  accesso gratuito al trasporto pubblico, visite a luoghi, pack lunch,  altre informazioni e gadget&rdquo;.</p>
<p>Ci saranno treni speciali e voli  charter, e navi al porto di Civitavecchia, alcune con possibilit&agrave; di  pernottare nella nave stessa, ha proseguito. Esiste poi un potenziamento  con la regione Lazio.</p>
<p>Circa la questione dell&#8217;aumento dei prezzi  negli alberghi, Altuire ha indicato che la Federalberghi e la quasi  totalit&agrave; delle strutture appartenenti a questo ente hanno firmato una  carta etica per l&rsquo;evento.</p>
<p>&ldquo;C&rsquo;&egrave; ancora disponibilit&agrave; per trovare  posto a Roma, anche in istituti di religiose, e la Regione Lazio ha  disposto un campo con tende per i giovani nella zona di Fiumicino&rdquo; ha  aggiunto.</p>
<p><strong>Dove informarsi</strong></p>
<p>Una parte della citt&agrave;  sar&agrave; bloccata, per cui saranno importanti i parcheggi per gli autobus e  le auto. Ai caselli di ingresso a Roma ci saranno gruppi di volontari  che forniranno indicazioni.</p>
<p>Chi si iscriver&agrave; sul sito web prima  di partire potr&agrave; ricevere informazioni su dove recarsi. Ci sar&agrave; anche un  permesso G per entrare in alcune zone di Roma al prezzo di 24 euro.</p>
<p>Sulla web ufficiale <a target="_blank" href="http://www.jpiibeatus.org/">http://www.jpiibeatus.org</a> si trovano tutte le informazioni e si pu&ograve; acquistare lo Special JPII Pass.</p>
<p>Padre  Lombardi ha aggiunto che &ldquo;il canale 105 della &#8216;Radio Vaticana&#8217; ogni 15  minuti dar&agrave; informazioni di servizio nelle diverse lingue&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Un&rsquo;altra  sfida dell&rsquo;evento &ndash; ha indicato don Wanter Insero &#8211; &egrave; quella di  raccontare ai giovanissimi chi &egrave; Giovanni Paolo II, e saranno i giovani a  farlo&rdquo;. Per questo &egrave; stata presentata l&rsquo;iniziativa &ldquo;Sentinelle  Digitali&rdquo;, sull&rsquo;utilizzo dei social media.</p>
<p>&ldquo;Abbiamo pensato di  accogliere questa sfida entusiasmante e di lanciare il nuovo progetto  proprio in occasione della beatificazione del Servo di Dio Giovanni  Paolo II, utilizzando il portale gi&agrave; noto Pope2You del Pontificio  Consiglio delle Comunicazioni Sociali, che per sua natura &egrave; rivolto ai  giovani&rdquo;, ha aggiunto.</p>
<p>Il Pope2You &egrave; collegato con Twitter,  Facebook, alla &ldquo;Radio Vaticana&rdquo; con video del CTV con immagini e  discorsi di Giovanni Paolo II, con la possibilit&agrave; di inviare delle  cartoline digitali con frasi del Pontefice polacco.</p>
<p>Ci saranno infine varie mostre, e i Musei Vaticani saranno aperti fino a mezzanotte.</p>
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		<title>La vita di Giovanni Paolo II scuola della fiducia in Dio</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 09:55:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche nel momento della morte Giovanni Paolo II &#171;ha lasciato una grande pace, una fiducia e un abbandono che hanno sempre animato la sua vita, fin dagli anni giovanili&#187;. &#200; questa, secondo il cardinale domenicano Georges Cottier, teologo emerito della Casa pontificia, una parte importante dell&#8217;eredit&#224; umana e spirituale lasciata da Karol Wojtyla, di cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="articoliTesto"><span id="ctl00_MasterContent_Contenuto">Anche  nel momento della morte Giovanni Paolo II &laquo;ha lasciato una grande pace,  una fiducia e un abbandono che hanno sempre animato la sua vita, fin  dagli anni giovanili&raquo;. &Egrave; questa, secondo il cardinale domenicano Georges  Cottier, teologo emerito della Casa pontificia, una parte importante  dell&rsquo;eredit&agrave; umana e spirituale lasciata da Karol Wojtyla, di cui ieri &egrave;  stato ricordato il sesto anniversario dalla morte.</p>
<p><strong>Eminenza, che ricordo ha di quel giorno?<br />
</strong>Lo  ricordo con grande commozione. Soprattutto per la testimonianza che ha  reso nella grande sofferenza prima della morte. Mi colp&igrave; molto l&rsquo;ultima  sua apparizione, la domenica precedente quando l&rsquo;emozione &ndash; i medici  dissero che in realt&agrave; avrebbe potuto parlare &ndash; gli imped&igrave; di pronunciare  le ultime parole. La pace che ci ha lasciato morendo nasce di certo  dalla profonda fiducia, soprattutto nella Madonna come messaggera della  provvidenza divina, con la quale ha vissuto l&rsquo;intera sua vita. La sua &egrave;  stata una vita cristiana, segnata anche dalla croce, seguita da una  morte profondamente cristiana.</p>
<p><strong>Quale oggi la sua pi&ugrave; grande eredit&agrave;?<br />
</strong>Quello  che mi colpisce di pi&ugrave; oggi &egrave; la sua continua presenza nel cuore della  gente, che vive un&rsquo;autentica devozione nei suoi confronti. Penso che sia  il frutto del suo particolare carisma di essere vicino alle persone che  aveva davanti, ascoltando i loro problemi e facendosi carico dei loro  problemi, pur conservando un certo &quot;silenzio&quot; di fondo, che nasceva  dalla sua unione con Dio. Stava accanto alle persone rimanendo sempre  unito a Dio, insomma. Da questo di certo nasceva la grande pace e  serenit&agrave; che trasmetteva sempre, pur essendo impegnatissimo &ndash; quando era  con qualcuno non aveva mai fretta &ndash; e anche provato fisicamente.  Davanti a lui si aveva subito l&rsquo;impressione di avere a che fare con un  uomo di preghiera. Questo, si pu&ograve; dire, era il &laquo;segreto&raquo; del suo  carisma. E il suo cammino di preghiera era di certo cominciato gi&agrave; in  et&agrave; giovanile.</p>
<p><strong>Il suo Pontificato ha cambiato la storia: come viveva questo?<br />
</strong>Penso  che ne avesse consapevolezza, ma non lo viveva con orgoglio umano; si  sentiva piuttosto uno strumento di Dio. Era un figlio del Concilio e  aveva un senso acuto e una chiara percezione dei segni dei tempi e  sapeva esprimerlo con grande semplicit&agrave;. La sola espressione &laquo;non  abbiate paura&raquo; &egrave; stata fantastica, perch&eacute; aveva percepito che i regimi  totalitari, ma non solo, incutevano paura alla gente. La volont&agrave; di  liberare la gente da questa paura ha guidato sempre i suoi interventi,  come quelli che fece per Solidarnosc o quando scoppi&ograve; la prima guerra in  Iraq. E in tutto questo l&rsquo;unico suo strumento erano le parole: sapeva  trovare quelle giuste al momento giusto con grande semplicit&agrave;, vedeva  dove era il male e dove era il rimedio. Ma ha sempre saputo ascoltare i  collaboratori: lui personalmente ha avuto di certo delle grazie  profetiche, eppure non dobbiamo pensarlo come un &laquo;profeta solitario&raquo;,  che sa tutto e decide tutto in autonomia. Sapeva domandare consiglio e  sapeva confrontarsi con delicatezza.</p>
<p><strong>Nella &quot;galleria dei santi&quot; tra quali lo collochiamo?<br />
</strong>&Egrave;  stato un grande pastore che, come successore di Pietro, ha lavorato per  l&rsquo;unit&agrave; della Chiesa &ndash; questo era l&rsquo;intento dei suoi viaggi. E poi era  un grande missionario. Nella missione ha aperto strade inedite, come  quella della nuova evangelizzazione.</p>
<p><strong>Se dovesse rivolgere una preghiera al beato Giovanni Paolo II, cosa chiederebbe?</strong><br />
Lo  pregherei per la pace religiosa. Lui ha sempre chiesto che il fatto  religioso venga riconosciuto e rispettato nell&rsquo;odierna societ&agrave;  secolarizzata, auspicando che i credenti di tutte le religioni siano  artigiani di pace. In questo ambito Wojtyla &egrave; stato l&rsquo;iniziatore di un  cammino nel quale resta ancora molto da fare. E poi pregherei per la  missione, cos&igrave; come la intendeva lui: un incontro di vita personale.</span></div>
<div class="dataFirma"><span id="ctl00_MasterContent_Autore">Matteo Liut</span></div>
<p>&nbsp;</p>
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